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Nei primi giorni di giugno, forse con già in mano il nome del nuovo allenatore viola, ci sarà il tanto atteso summit, a New Yoirk, tra i dirigenti viola, Alessandro Ferrari e Fabio Paratici, con la famiglia Commisso, Joseph e Catherine. Lo ha riportato il Corriere Fiorentino.

C’è da programmare, forse per la prima volta, il futuro della Fiorentina, dopo l’ennesima contestazione, più che meritata, dei tifosi viola. C’è da definire, cosa più importante di tutte, il budget che avrà a disposizione il direttore sportivo per la prossima stagione. Senza Europa ci sarà da ridurre la rosa e il monte ingaggi, oltre a trovare il modo di piazzare i tantissimi esuberi e, al contempo, costruire una nuova squadra che possa lottare nuovamente per l’Europa.

L’ultimo bilancio parla chiaro, c’è una perdita di 60 milioni, non sono pochi. Senza considerare che c’è una rosa di giocatori che, dopo questa disastrosa stagione, si è indubbiamente indebolita sotto l’aspetto economico. Pare evidente che serviranno alcune cessioni illustri per poter avere capitali da reinvestire.

Ma da quali giocatori potrebbero arrivare i soldi sufficienti per poter costruire una Fiorentina ambiziosa da consegnare al nuovo allenatore, probabilmente Fabio Grosso?

Facile dire Moise Kean, con la sua clausola da 62 milioni, che però c’è da scommetterci nessuno pagherà. Non certo dopo questa stagione. L’attaccante viola e della Nazionale non è più “coccolato” dai tifosi viola, non dopo gli ultimi atteggiamenti negativi nei confronti dei compagni. Per la sua eventuale cessione c’è da sedersi per cifre molto più basse, ma quello che incide a bilancio è anche il suo stipendio di quasi 5 milioni. C’è da capire se Paratici vorrà cercare in lui nuove motivazioni per restare o se capitalizzare al meglio la sua cessione.

Il secondo nome, forse addirittura più certo del primo, è quello di Gudmundsson. L’apprezzamento della Roma di Gasperini è arcinoto, la Fiorentina potrebbe cercare di riprendere quei 20 miloni investiti nell’ultimo mercato per il suo riscatto. La speranza è quella di non pentirsene, ma certo a Firenze non ha mai fatto vedere nulla delle sue qualità.

Quindi Dodò, un altro nome affiancato negli ultimi giorni ai giallorossi. La Fiorentina vorrebbe chiedere per il brasiliano una cifra tra i 20 e i 30 milioni, anche in questo caso molto difficili da recuperare.

Si prosegue con Fortini e Gosens, il primo ha grandi richieste dall’Italia e dalla Premier, potrebbe portare nelle casse viola una cifra tra i 7 e i 10 milioni. Il tedesco potrebbe invece alleggerire il monte ingaggi viola, visto che è il terzo giocatore viola per ingaggio, dopo Kean e De Gea.

E poi, come detto, ci sono tutti quei giocatori che rientraranno, da Beltran a Nzola a Sottil, oltre a quelli che sono sotto valutazione da pate del direttore sportivo, come Harrison, Solomon, Fabbian e Brescianini.

Infine la questione Comuzzo. Che fare? Il suo rendimento in questa stagione è stato disastroso, ma cederlo ora potrebbe rivelarsi un clamoroso errore, considerando che nessuno offrirà alla Fiorentina i 35/40 milioni dell’anno scorso.

Comunque sia, il summit di New York assume un ruolo fondamentale in tutte queste decisioni ma anche in quelle più interne all’organigramma, considerando che Paratici, come sappiamo, sta spingendo anche per cambiare lo staff medico.

Senza dimenticare che c’è da ragguagliare il presidente sulla situazione del Franchi. Insomma tutto passerà da questo incontro.

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