Dal il dramma di quel maledetto Fiorentina-Inter, alla rinascita inglese al Watford, dove ha ritrovato il suo calcio e perfino il gol. Edoardo Bove racconta la sua nuova vita al Daily Mail, raccontando anche aneddoti mai detti su quei drammatici giorni e sul rapporto con lo “Special One“:
“Ho cominciato una nuova vita. Non rimpiango niente perché tutto quello che mi è accaduto mi ha reso più forte. Il ricordo di quel giorno? L’ultima cosa che ricordo è quando sono caduto a terra. Mi sono risvegliato in ospedale senza sapere cosa fosse accaduto: pensavo di aver fatto un incidente in auto. Prima di tutto ciò mi sentivo come un supereroe. Poi il buio, e le parole dei medici che pesavano come macigni: mi dissero che non avrei più giocato a calcio. Ogni tanto pensavo: ‘Cosa farò adesso?’. Sono stati giorni davvero difficili, dove ogni cosa sembrava andare per il verso sbagliato. Il rapporto col nuovo “amico”, il defibrillatore sottocutaneo? Ho un nuovo amico nel mio corpo. Quando ti vedi cambiato allo specchio può essere doloroso, ma per me non lo è stato. Sono fortunato che sia successo a 22 anni: ero abbastanza maturo per capire, ma con l’energia di un ragazzo per reagire. Il rapporto con Mourinho? Si prende cura di tutti i giocatori che ha allenato. Mi ha scritto per primo, ma visto che non potevo rispondere a nessuno, è riuscito a recuperare i numeri di telefono dei miei genitori per stare loro vicino. Ho un’incredibile relazione con lui, è una persona fondamentale per me e per la mia famiglia”


