La serata eruopea ha ridato ossigeno ad una Fiorentina che in campionato era finita abbondantemente in apnea.
In uno stadio complicato come quello caldissimo dell’Allianz di Vienna, pur contro un Rapid per nulla trascendentale, la Fiorentina ha rispolverato le sue qualità, dimostrando in campo quel dinamismo e quella qualità che in questa stagione non si era probabilmente ancora mai vista.
Al di là del netto 3-0, che in trasferta e in Europa non è mai per nulla scontato (il fortissimo Crystal Palace ha perso in casa..), la squadra ha messo in campo quella grinta finalmente efficace per portare a casa la vittoria, che in campionato non è ancora mai arrivata.
Bene le cosiddette “seconde linee”, con Ndour e Fortini mattatori, non solo per il gol e l’assist. In particolare l’ex Juve Stabia ha lasciato intendere che quel ruolo da “vice Dodò” potrebbe cominciare ad andargli stretto, considerato anche il calo di prestazioni del brasiliano in questa stagione. E senza dimenticare che può giocare anche a sinistra dando il cambio a Gosens.
Per quanto riguarda, invece, l’Under 21 viola, a parte il merito di aver messo in rete il gol che ha sbloccato la partita, pur in maniera abbastanza fortunosa, il pregio di aver fatto vedere delle giocate molto interessanti, come l’apertuta per lo stesso Fortini in occasione del raddoppio viola.
I due ragazzi hanno portato ieri sera gioia e vitalità in campo, tanto che anche lo stesso Fagioli, utilizzato da trequartista, sembrava un altro. Finalmente si è rivisto il “Fagiolone” a cui si era appellato lo stesso Pradè ad inizio stagione. Il giocare in coppia con Nicolussi Caviglia con la formula del doppio player alla “Cataldi-Adlì” ha funzionato, chissà se Pioli vorrà ripeterla anche contro il Bologna di Italiano, ben più ostico di questo Rapid.
E in tutto questo, è tornato al gol in viola perfino Gudmundsson. Come dire, quando le cose girano nella squadra, anche l’islandese può dire la sua. Soprattutto se può giocare in attacco e non vagare in mezzo al campo come uno zombie.
Il problema è che Pioli da questo orecchio non ci sente più, contro il Bologna potrebbe ripresentare una Fiorentina molto più accorta, molto più difensiva, probabilmente rimettendo a centrocampo quel Mandragora adibito a fare da filtro, ma anche ad imbottigliare la fantasia e la spregiudicatezza della Fiorentina che abbiamo visto a Vienna.
E guai a fargli cambiare idea, Dzeko docet. Del resto il tecnico è ancora lui..


