Solo 8 mesi fa si giocava al Franchi un Fiorentina-Juventus che sarebbe stato destinato a rimanere alla storia, una partita .. senza partita, dominata dai viola e vinta con un nettissimo 3-0. Una vittoria che faceva volare in classifica la Fiorentina di Palladino, portata a casa con una semplicità allarmante forse mai vista in una partita contro i bianconeri, certo complice anche una Juventus non particolarmente straordinaria e in “lite” con Thiago Motta.
Quello che sconvolge è leggere la formazioni di quella partita: De Gea; Pongracic, Marì, Ranieri (79′ Comuzzo); Dodò, Mandragora, Cataldi (89′ Adli), Fagioli (85′ Folorunsho), Gosens; Kean (89′ Zaniolo), Gudmundsson (79′ Beltran)
In pratica, tolti i cambi arrivati comunque solo nei minuti finali del match, c’era in campo soltanto Cataldi che è assente nella rosa attuale. Il resto della formazione era praticamente identico a quello che in queste prime dieci giornate di Serie A ha raccolto solo 4 punti. Con gli arrivi estivi non è detto che la squadra sia migliorata, ma di certo non può essere nemmeno peggiorata fino a tal punto!
In quella partita segnarono Gosens, Mandragora e Gudmundsson. Tre dei giocatori più in difficoltà oggi, soprattutto da un punto di vista fisico.
Quella Fiorentina era soprattutto cinica, capace di mettere il pallone in rete anche nelle poche occasioni che aveva durante una partita, visto che usciva quasi sempre dal campo col peggior possesso palla tra le due contendenti.
E oggi? Posto che l’ago della bilancia non può essere solo Cataldi, un giocatore certamente importante nella regìa di una squadra, ma che ricordiamo aver saltato praticamente metà della stagione per infortuni vari, ci sono altri dati oggettivi da analizzare.
Il primo riguarda la capacità della Fiorentina di concretizzare le azioni offensive. Se nella passata stagione Kean metteva dentro praticamente ogni pallone che toccava, quest’anno il bomber azzurro pare piuttosto spuntato, visto che ha messo dentro finora solo un pallone mentre ne ha sbagliati parecchi e soprattutto si fa quasi sempre beccare in fuorigioco.
Non a caso la Fiorentina non è soltanto ultima in classifica ma anche penultima negli “expecting goals”, ovvero nella classifica dei gol realizzati rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere oggettivamente realizzabili.
I viola hanno un valore di 7,4, solo il Genoa con 7,87 ha fatto peggio. Non a caso, e lo si è visto anche in coppa, la Fiorentina avrebbe potuto vincere in tranquillità, anche col Mainz, se solo Piccoli non avesse sbagliato più dello sbagliabile e se lo stesso Fazzini avesse concretizzato meglio le occasioni avute. Non a caso gli avversari, vedi lo stesso Lecce o il Milan, sono stati molto più bravi a trasformare in reti le poche occasioni avute.
Il secondo problema è che quella squadra volava da un punto di vista atletico e questo sopperiva ad una carenza di gioco corale evidente. “Palla a Kean e pedalare”, ma tutti correvano. Oggi tutti camminano, non c’è mai un cambio di passo e in queste categorie, giocando sempre alla stessa intensità, ne vinci poche.
Speriamo che Vanoli riesca quindi a lavorare in breve tempo sulla testa dei ragazzi, ma anche sul loro fisico. Perché se è vero che si deve assolutamente essere più incisivi in fase realizzativa, è altrettanto vero che questa squadra dura in campo solo 60 minuti. Non a caso ha preso diversi gol decisivi nei minuti finali.


