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A Firenze continua la polemica riguardo i ritardi per il restyling del Franchi e molti si interrogano sulle cause, se fossero o meno prevedibili.

Repubblica ha affrontato la questione, partendo dalle dichiarazioni della sindaca Funaro che ha parlato di “difficoltà nella realizzazione dei pali ad elica previsti in progetto” con la “conseguente necessità di cambiare la tipologia costruttiva utilizzando pali trivellati a causa delle particolari e impreviste caratteristiche del sottosuolo dell’area di Campo di Marte“.

I pali sono che serviranno a sostenere le gradinate della curva e il tetto. sono stati infatti installati con 8 mesi di ritardo, a causa della composizione del terreno che ha reso necessario l’arrivo di un nuovo macchinario specifico per trapanare il terreno, arrivato solo lo scorso febbraio.

Ecco cosa ha detto, a proposito, il geologo Luciano Lazzeri:

“Sgomberiamo il campo dagli equivoci. Al di fuori del centro storico, a Firenze non ci sono terreni rocciosi, ma essendo un terreno alluvionale è frequente trovare grossi ciottoli. Probabilmente è stato proprio l’incontro con un orizzonte di ciottoli ad aver reso impraticabile la tecnologia che era stata pensata all’inizio, quella della rotazione. Sono incidenti che possono capitare. Però non possono che derivare da una mancata conoscenza o mancati approfondimenti sul sottosuolo di Firenze.”

Insomma, c’è poco spazio per maledire la sfortuna, visto che come dice lo stesso Lazzeri, quello di Firenze “è uno dei Comuni che dispone di più dati: esiste una carta sismica del sottosuolo e un database dei saggi che è un unicum in Italia. Io personalmente ho lavorato al nuovo stadio Ridolfi e anche in quel caso aggiornammo le indagini. Poi in città c’è una costante nel sottosuolo: cinque o sei metri di materiale sciolto e poi altri cinque o sei metri di strato molto compatto

Ergo, si potevano prevedere queste problematiche in fase di analisi? La risposta, che sembra non lascaire spazio ad alcun dubbio, è certamente sì.

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