Dopo una stagione che definire deludente è un eufemismo, la Fiorentina di Vanoli si toglie lo sfizio di andare a vincere allo Stadium, nell’ultima trasferta della stagione, una situazione che non è mai per nulla scontata e quest’anno neanche minimamente preventivabile, considerando che i viola non avevano assolutamente più niente da chiedere al campionato mentre i bianconeri dovevano difendere, con le unghie e con i denti, un piazzamento Champions che era (ed è) di vitale importanza per la società.
La Fiorentina si è presa la gioia di fare agli storici rivali uno sgambetto niente male, considerando i danni che ciò comporta. Anzi, bisogna ancora usare il condizionale, visto che la Juventus avrebbe ancora la possibilità di ottenere un piazzamento per la massima competizione europea in caso di harakiri della Roma (sconfitta a Verona) o del Milan (sconfitta a San Siro contro il Cagliari), con parallela vittoria dei bianconeri nel derby. Senza dimenticare che lo stesso Como, attualmente a pari punti con la squadra di Spalletti, in caso di vittoria finirebbe a 71 punti come i bianconeri ma nettamente in vantaggio negli scontri diretti (2-0 sia all’andata che al ritorno).
Dicevamo dei danni inflitti al club bianconero, che non si limitano appunto ad una sconfitta, ma a dover probabilmente dire addio ai 60 milioni della Champions, che sarebbero (o sarebbero stati) di vitale importanza per la Juventus. Un danno che si riverserà inevitabilmente sia sulla gestione tecnica, Spalletti è tornato clamorosamente in dubbio, che su quella societaria, visto che Elkann sarà chiamato a rimettere un bel pò di soldi per rifinanziare le perdite del club.
Una Juventus letteralmente “colpita e affondata”, una doppia (ma anche tripla) goduria se poi si considera che fino a qualche settimana fa, per i tifosi della “Vecchia Signora”, quella di domenica avrebbe dovuto essere la partita dei festeggiamenti per la conquista della Champions e del godimento puro per aver mandato la Fiorentina in B.
Un godimento, assolutamente puro, che invece è toccato ai tifosi viola, che si sono portati a casa pure l’ennesima beffa per Vlahovic, che dal suo trasferimento in bianconero non è mai riuscito a mettere a segno il classico “gol dell’ex”. Domenica c’era riuscito ma, ironia della sorte, il gol è stato annullato proprio da una decisione arbitrale, decisione che spesso e volentieri, nel confronto tra i due club, si è palesata a favore del “nemico”.
A Firenze si festeggia, se non per una stagione assolutamente da dimetnicare, almeno per le lacrime bianconere.
