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Come era immaginabile, la vicenda Kean-Pengwin, andata in onda prima sui social (LEGGI QUI) e poi durante la trasmissione Le Iene (GUARDA QUI), ha scatenato un putiferio nei confronti di Moise Kean, attaccante della Fiorentina e della Nazionale, complice anche l’assenza dai campi di calcio per l’infortunio alla tibia che sta facendo innervosire più di un tifoso viola, soprattutto dopo averlo visto correre come una gazzella con la maglia azzurra.

Tra le tante reazioni durissime, quella del direttore di Sportitalia, Criscitiello:

“Kean attacca e minaccia Christian “il Pengwin”, un ragazzo che si è fatto da solo e ha cambiato il modo di comunicare. È un comportamento vergognoso. Ci sono tre cose gravi. Non interviene la Fiorentina, non prende le distanze. Non interviene la Federazione, dato che Kean gioca in Nazionale. Non interviene neanche l’Associazione italiana calciatori. Questi calciatori dovrebbero stare zitti e portare rispetto agli italiani. Non solo ci hanno umiliato in campo, ma anche fuori.

Se qualcuno insulta Kean si parla subito di razzismo. Ma se Kean dice a un altro “tu sei polacco” in modo dispregiativo, non è razzismo? La legge deve valere per tutti.

Stiamo toccando il fondo anche con questo atteggiamento. È una rappresentazione di calciatori scarsi, maleducati e presuntuosi.”

Un pensiero su ““Kean vergognoso e razzista. Perché ACF e Federazione non intervengono?””
  1. “Tu sei polacco” non c’entra con il razzismo. Semmai è ostilità verso lo straniero nutrita da qualche pregiudizio, che io ignoro, a carico dei polacchi. Dagli Usa, crogiolo di popoli, ci vengono modelli di stereotipi e pregiudizi a carico di italiani irlandesi polacchi ebrei messicani ecc. Naturalmente reciproci.

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