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Dopo le accuse apparse sulla Gazzetta del Sud, secondo le quali il compianto presidente Rocco Commisso avrebbe finanziato alcuni clan mafiosi della Calabria, è arrivata giustamente durissima la replica della Fiorentina, con un comunicato:

“ACF Fiorentina S.r.l. a Socio Unico e il suo Presidente, Giuseppe B. Commisso, respingono fermamente, in quanto false, diffamatorie e del tutto prive di fondamento probatorio, le accuse pubblicate dalla Gazzetta del Sud nell’articolo intitolato “Inchiesta Risiko sui clan della Locride. Il ROS: ‘Rocco Commisso li finanziava”, a firma del giornalista Rocco Muscari. ACF Fiorentina e Giuseppe B. Commisso hanno già conferito mandato ai propri legali affinché intraprendano ogni azione necessaria a tutela della memoria e della reputazione del compianto Presidente Rocco B. Commisso.

Il titolo “Rocco Commisso li finanziava” è intrinsecamente diffamatorio poiché presenta una grave accusa come un fatto accertato. ACF Fiorentina condanna, inoltre, l’uso strumentale del cognome condiviso “Commisso” per creare un’associazione fuorviante e diffamatoria tra Rocco B. Commisso e i soggetti citati nell’inchiesta. Come l’articolo stesso riconosce espressamente, Rocco B. Commisso e il clan Commisso di Siderno non hanno “ovviamente alcun legame” tra loro; ciò nonostante, la coincidenza del cognome è stata utilizzata per creare un’associazione altamente lesiva della sua reputazione. L’articolo impiega una tecnica giornalistica volta a suggerire conclusioni errate che non corrispondono alla verità, danneggiando gravemente la memoria e l’onorabilità di Rocco B. Commisso.

La Gazzetta del Sud e il giornalista Rocco Muscari sono formalmente diffidati dal reiterare tali accuse diffamatorie. L’ACF Fiorentina richiede l’immediata pubblicazione di una rettifica che chiarisca come Rocco B. Commisso non abbia avuto alcun coinvolgimento in condotte illecite. La rettifica dovrà inoltre specificare che l’affermazione “Rocco Benito Commisso aveva finanziato la compagine non a Siderno, ma a Marina di Gioiosa Ionica, suo luogo d’origine, versando un milione di euro” è del tutto priva di fondamento probatorio e deve essere immediatamente revocata.

Qualsiasi altro organo di stampa che ripubblichi o dia risalto a tali accuse è sollecitato a riportare integralmente la posizione dell’ACF Fiorentina e a evitare speculazioni o interpretazioni fuorvianti. L’ACF Fiorentina e Giuseppe B. Commisso intraprenderanno ogni azione necessaria per proteggere la memoria e la reputazione di Rocco B. Commisso e della sua famiglia.”

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