post

La Fiorentina si regge sugli acquisti… di Corvino.

Doveva esserci la svolta, la vendita della società da parte dei Della Valle, l’arrivo di Commisso. Una nuova proprietà, un nuovo entusiasmo. Durato poco.

Perchè a distanza di due anni, la Fiorentina è ancora affondata in sè stessa, incapace di costruire qualcosa di importante.
L’arrivo (anzi il ritorno) del DS Pradè, la conferma iniziale di Montella, lasciavano presupporre di poter rivedere quanto di buono fatto nei primi anni a Firenze da parte del DS e dell’allenatore partenopeo. Niente di tutto ciò.

L’acquisto “bomba” di un campione come Franck Ribery nel primo anno di Commisso sarebbe dovuto essere la “ciliegina sulla torta” di “Cecchigoriana memoria”, in una campagna acquisti che invece ha lasciato molto a desiderare. Se non per la conferma (forzata e poi considerata perfino controproducente) di Federico Chiesa e la scelta di trattenere a Firenze un giocatore come Gaetano Castrovilli, risultata una delle poche scelte azzeccate dalla dirigenza viola.

Le campagne acquisti di Pradè si sono quindi rivelate un “buco nell’acqua”, giocatori arrivati per rinforzare la rosa che a volte non hanno mai visto il campo (basti pensare al tanto discusso Pedro, poi rispedito in Brasile).

Dalbert, preso in prestito dall’Inter nello scambio con Biraghi, rispedito al mittente. Poi di nuovo Biraghi, che ultimamente ha visto tanta panchina. Lirola, prestito con obbligo di riscatto dal Sassuolo, rivenduto quest’anno senza che abbia mai lasciato il segno a Firenze. Pulgar, acquistato dal Bologna per risolvere i problemi in regìa della Fiorentina, a fatica trova posto da titolare in squadra. Badelj dalla Lazio, a Firenze appariva come un giocatore “finito”, salvo essersi rivitalizzato nella nuova esperienza al Genoa. Boateng, venduto dopo un anno senza aver lasciato il segno. Duncan, rincorso per mesi dal Sassuolo per rinforzare il centrocampo, rivenduto a gennaio senza quasi mai aver visto il campo. Cutrone, preso a gennaio dello scorso anno, anche lui rispedito al mittente senza lasciare traccia. Kouamè, arrivato dal Genoa dopo un grave infortunio, mai capace di far rivedere a Firenze le sue qualità. Callejon, arrivato la scorsa estate per “sostituire” Chiesa, che a Firenze ha riscaldato la panchina perché considerato da Prandelli “un equivoco tattico”.  La lista si potrebbe allungare ulteriormente, ma ci fermiamo qui.

A fronte di partenze eccellenti, quella di Federico Chiesa su tutte. Forse l’unico davvero in grado di fare la differenza nella Fiorentina.

Tanto che oggi, mister Prandelli, sta “costruendo” la salvezza su giocatori come Vlahovic, Milenkovic, addirittura Eysseric, tutti giocatori acquistati, a suo tempo, da Corvino. L’unica nota positiva del lavoro di Pradè, può essere considerato l’arrivo di Martinez Quarta. Ma a fronte di quanti fallimenti?

Sia chiaro, non siamo qui certo a difendere Corvino. Ma il presidente Commisso, di certo, ha sufficiente materiale per trarre le proprie conclusioni, riguardo l’operato della “nuova” dirigenza viola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *