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Non vogliamo attaccarci alla causa unica, per descrivere questo inizio di campionato devastante della Fiorentina. Per carità. Ma, quello che ormai appare certo, è che la preparazione atletica di questa squadra sia stata, completamente, sbagliata. Chi lo dice? In tanti.

Da Galloppa dopo la partita di coppa: “Questa squadra con l’allungarsi della partita cala a livello fisico e questo genera paura“. A Piccoli dopo la partita di Genova: “Dobbiamo crescere a livello fisico e già sappiamo che in queste due settimane il mister ci spezzerà

Ma non sono gli unici. E’ lo stesso neo direttore sportivo Goretti, uno che parla poco e va subito al sodo, a confermarlo: “Questa squadra ha bisogno di lavorare, lavorare, lavorare e lavorare. E ancora di lavorare“.

Fino, addirittura, al nuovo mister, Paolo Vanoli, che senza grandi timori reverenziali verso il predecessore, sempre dopo la partita col Genoa ammette: “Questa squadra manca di intensità, ho preparato un programma per lavorare sulal condizione fisica durante la sosta“. Ed ha programmato diversi giorni di doppio allenamento, mica noccioline.

Certo, non si può risolvere tutto in due settimane, si cercherà di migliorare il più possibile, ma il grosso del danno è stato ormai fatto. E non ha niente a che vedere con il lavoro fatto al caldo estivo del Viola Park, perchè molte squadre in Italia, tra cui la stessa Roma, si allenano in estate nel proprio centro sportivo. E a Roma non pensiamo sia più fresco che a Firenze. Non a caso gli allenamenti vengono fatti la mattina presto o il tardi pomeriggio.

Da Pioli, ovviamente, silenzio assoluto. Ma fu lui stesso, la scorsa estate, a raccontare di una preparazione che aveva il compito di prevenire gli infortuni, a scapito dell’intensità, dopo i tanti (troppi) infortuni avuti ai tempi del Milan.

Una sorta di confessione che avrebbe dovuto mettere in emergenza, ma nessuno poteva immaginare di arrivare a questo punto. Anche perché, con tutti gli strumenti di oggi, è quasi impossibile vedere che qualcosa non va, in tutta la rosa, sotto il punto di vista atletico.

E’ proprio la mancanza di intensità, indispensabile nel calcio moderno, che probabilmente ha portato a così evidenti cali fisici a partita in corso, non a caso la Fiorentina è quasi sempre, e con tutte le avversarie, arrivata sempre seconda sulla palla. Ed è sotto gli occhi di tutti la carenza di intensità, di cambio di passo. Si vede benissimo in giocatori come Gosens, che l’anno scorso era il punto di riferimento di questa squadra e che quest’anno, a livello di tenuta atletica, sembra un ottantenne.

La speranza, a questo punto, è che Vanoli riesca a recuperare il più possibile da questa squadra e che non sia troppo tardi. Perché la qualità della rosa non è certo da lottare per non retrocedere, che ne dicano certi tifosi disfattisti. E il tempo potrebbe confermarlo. Sperando, appunto, non sia troppo tardi.

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