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E’ arrivato a febbraio, ufficialmente dopo il mercato di gennaio, al quale avrebbe partecipato, per così dire, solo “sottobanco”, dal momento che fino alla fine del medesimo era ancora ufficialmente il direttore del Tottenham.

Eppure dal suo arrivo a Firenze, qualcosa (o forse più di qualcosa), è davvero cambiato. Intanto la Fiorentina ha cominciato a vincere, cosa che paradossalmente, in questa maledetta stagione, non era più così scontata.

Certo non è stato facile, si è dovuto aspettare due giornate al termine della stagione per la matematica certezza, ma questa squadra era caduta in uno stato depressivo dal quale poteva essere quasi impossibile uscirne. Bravo Vanoli per il lavoro fisico e psicologico fatto sul campo, ma bravo anche Paratici che ha fatto… in realtà non lo sappiamo neanche bene cosa ha fatto, ma qualcosa ha fatto.

Se è vero, come è vero, che viene nominato spesso dagli stessi giocatori come “fulcro” del cambiamento della stagione. Già, perché Fabio Paratici è uomo di calcio vero, di quelli che sa davvero lavorare, a livello nazionale ed internazionale, dietro le quinte. E lo fa davvero benissimo.

Dal suo arrivo sono cambiate molte cose, molte delle quali non sono probabilmente neanche uscite sui giornali. Perché quelle che sta facendo l’ex ds di Tottenham e Juventus è una vera e propria “rivoluzione silenziosa“.

Ha inserito nell’organigramma gigliato degli uomini di fiducia, altri veri (veri!!) uomini di calcio. E sta cambiando la società viola partendo dalle fondamenta. Addirittura mettendo mano alla parte medica, andando a toccare perfino l’intoccabile, quel dottor Pengue che a Firenze sembra (o sembrava) aver messo davvero le radici. Certo, di questi tempi, una proprietà che paga tutti regolarmente dove la trovi..

Ma torniamo a Paratici. Radio Mercato ci racconta che i principali club italiani lo sognano, ma noi siamo certi che tale rimarrà. Perché lui ha puntato tutto sul rilancio della Fiorentina, che significa anche il suo di rilancio, dopo lo scalpore della squalifica con la Juventus.

Siamo certi che il lungo contratto firmato con la Fiorentina nasconda la voglia di riportare davvero Firenze in alto e, per farlo, serve, come abbiamo sempre detto tutti, costruire una società forte e di fiducia.

Ripetiamolo, ci vorrà del tempo, perché le rivoluzioni (sopratutto quelle silenziose), non si fanno dall’oggi al domani. Certo la piazza freme, il Popolo Viola non può accettare un’altra stagione come quella appena passata. Forse neanche un’altra stagione di transizione, l’ennesima, dopo la speranza, durata quanto un cerino, che questa potesse essere davvero la stagione del ritorno in Champions.

Ma la pazienza paga. A maggior ragione adesso, che in società c’è davvero un uomo di calcio, come abbiamo sempre evocato.

Il lavoro di Paratici, la prossima estate, sarà tutt’altro che semplice. Tra i giocatori in rientro da piazzare, con una rosa, quella attuale, di nuovo da rivoluzionare. Con tante “patate bollenti”, vedi Kean, Piccoli, Gudmundsson, da maneggiare.

Ma Paratici sa come lavorare. Ed è per questo che siamo tranquilli. Certo, ci sarà da capire solo, cosa non da poco, quanto sarà il budget messo a disposizione del ds da parte di Commisso. Da qui si capirà se sarà una lenta rivoluzione o una rivoluzione più accelerata.

Una cosa però è certa. La strada intrapresa è davvero quella giusta. E questa non è davvero cosa da poco.

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