Grosso? Sarri? Un profilo internazionale? La realtà, al momento, è solo una e pare la stiano capendo più o meno tutti.
Paratici sembra orientato a parlare seriamente con Vanoli, una volta raggiunta la matematica certezza della permanenza in A.
Ricordiamo che la Fiorentina ha in mano una opzione unilaterale per poter prolungare il contratto di Vanoli almeno per un anno. Dalle parole del ds viola, ripetute anche poco prima del fischio d’inizio della partita di Roma, è apparsa la palese l’intenzione del direttore di valutare di ripartire dall’attuale tecnico.
Che la partita all’Olimpico possa aver di nuovo fatto cambiare idea? Difficile.
Ma perché la Fiorentina starebbe pensando alla conferma di Vanoli, pur dopo l’ottimo lavoro che ha portato ad una ormai quasi certa salvezza, ma nonostante un gioco mai effettivamente espresso?
La spiegazione potrebbe essere solo una.
Il lavoro che aspetta Paratici la prossima estate è mostruoso, considerando anche i tanti soldi già spesi (buttati) da Commisso nel precedente mercato, un tecnico (Pioli) ancora ampiamente a busta paga e tanti (tantissimi) giocatori di rientro da prestiti andati male o addirittura malissimo.
Per portare a Firenze un tecnico navigato come Sarri o un profilo internazionale servirebbe potergli mettere in mano una squadra competitiva, ma i dubbi che questo possa accadere già al primo anno del nuovo direttore sportivo sono tanti.
Senza considerare che, anche della rosa attuale, c’è molto a cui mettere mano, considerando poi i grandi dubbi legati a Kean, a Piccoli, a Dodò, a Fortini, a Gudmundsson, allo stesso De Gea. Con le decisioni da prendere su Harrison, su Solomon. E con una difesa totalmente da ricostruire, con il grande dubbio Comuzzo, alla fine di una stagione per lui disastrosa.
Insomma, una situazione, quella viola, letteralmente da “mani nei capelli”.
Ad oggi sembra impossibile che in una sola estate si possano risolvere tutti i problemi accumulati negli anni di Pradè, tutti sono più o meno concordi nel pensare che sia necessario dare del tempo a Paratici, a patto che ci sia una vera e propria strategia pluriennale dietro ad ogni scelta.
Ecco che, da questo punto di vista, e solo da questo punto di vista, la permanenza di Vanoli potrebbe avere un senso.
L’attuale mister viola conosce molto bene l’attuale gruppo, ha comunque dimostrato di essere riuscito “a cavare diverso sangue dalle rape” dei giocatori viola.
Ed è palese che, dopo una stagione del genere, sarà impossibile riuscire a vendere gran parte di questa rosa, come sarebbe auspicabile, oltre a piazzare in vendita tutti i giocatori che rientreranno. Sembra plausibile che Paratici cercherà di fare il massimo, magari inserendo nella attuale squadra qualche elemento di assoluto valore, probabilmente sacrificando giocatori come Gudmudsson, Dodò (se arrivano offerte congrue), Fortini, lo stesso Kean, mentre le grandi offerte per Comuzzo ormai non ci sono più.
Lasciare in mano la squadra a Vanoli significherebbe avere quantomeno la certezza di avere un allenatore già conosciuto per ancora un anno, un anno di transizione, dove magari la Fiorentina cercherà di riaffacciarsi all’Europa per ottenere del capitale da reinvestire.
Una cosa è certa: tocca fidarsi, volente o nolente, di Paratici. La sua bravura è riconosciuta a livello planetario, non abbiamo scelta.
Per una volta sarebbe opportuno che anche il tifoso viola si facesse da parte, lasciasse fare chi è el mestiere. Poi le conclusioni si tireranno alla fine del prossimo anno. Più che mettere in mano tutta la gestione sportiva ad un uomo che sulla carta dovrebbe essere capace, Commisso non poteva fare.



Kean va svenduto oppure messo a casa senza allenarsi. Anno prox va cambiato 7giocatori titolari