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La conferenza stampa di Paratici dopo il summit con la famiglia Commisso:

“A gennaio abbiamo chiesto al Popolo Viola di stare uniti e voglio è ringraziare tutti perché insieme ce l’abbiamo fatta. Negli States ho trovato una società molto solida e forte, decisa nel tempo a trovare importanti risultati duraturi. Ma per rendere le cose competitive e durature ci vuole tempo, non si fa in tre mesi. Budget per il mercato? Siete fissati con questo termine, ma il budget di una società è molto più ampio, non riguarda solo il mercato. Kean? È patrimonio della Nazionale e della Fiorentina, sono affezionato a lui da quando è bambino. Sotto la mia gestione lo abbiamo già venduto una volta (ride, ndr) noi ci teniamo che sia il nostro numero 9. Ma non siamo sempre padroni del destino dei nostri giocatori, non sempre c’è la forza di trattenerli. Questa è una risposta realista. Io ho una mia mentalità che credo sia già competitiva, in Italia ci sono già squadre di questo genere, io da me stesso non accetto di arrivare settimo e ottavo per anni di fila. Posso accettare di arrivare quattordicesimo per poi programmare di arrivare quarto o sesto. Certo non accetto di fare una stagione piatta perché la storia della Fiorentina non è questa. Faremo un lavoro che sarà qualcosa di più grande di ottenere una posizione in classifica. Non è una questione di calciomercato ma di costruzione a lungo termine. Siamo concentrati a costruire una società che abbia una valenza internazionale. Un sogno è un sogno, un obiettivo è un obiettivo. Alla Juve la Champions era un sogno. La mia ambizione non è legata al monte ingaggi ma a qualcosa di più grande. Piano piano si fa tutto indipendentemente dai budget. La pressione? Sono talmente tanto severo con me stesso che quella degli altri non mi arriva Nemmeno vicino. Sono totalitario, non ho altri interessi, sono molto concentrato. La stampa deve essere di raccordo coi tifosi, non ci sono storie da raccontare. Dobbiamo essere equilibrati, il calciomercato talvolta porta occasioni. Altre volte l’occasione è portare un giovane in cui credi che non ci pace nessuno. Solomon? Non sono qui a raccontare le cose che ci diciamo coi miei giocatori, questo vale per Solomon, per De Gea, per Gosens, per tutti. Comuzzo? Dobbiamo fargli fare il miglior percorso possibile, è un giovane patrimonio nostro e del calcio italiano. I risultati delle altre squadre? Li hanno ottenuti lavorando nel tempo, quello che dovremo fare noi, non so quanto ci vorrà ma ci arriveremo. Appeal sul mercato? La Fiorentina non lo ha mai perso, i club hanno una loro storicità che non viene persa con un risultato. Rinnovo Dodo? Ha 28 anni e delle ambizioni, come le ha la Fiorentina, vedremo cosa succederà. Ndour? È al centro del progetto della Fiorentina anche perché ha Appena iniziato. Deve confermarsi, non possiamo glorificare un giocatore dopo 12 partite. Ndour può migliorare ancora. Giocatori incredibili? Non dobbiamo concentrarci su giocatore x o giocatore y, bisogna avere delle idee precise ma essere anche abili a cambiarle al volo. Questo lo fanno anche i grandi club come Real Madrid e Bayern Monaco, meno ma lo fanno. Giovani viola? Qui è stato fatto un grande lavoro che va oltre allo Scudetto Primavera. Difficile che tutti possano arrivare in prima squadra, c’è da capire che percorso possano fare per provare ad arrivarci. A volte trattenerli invece di andare a farli giocare è un errore. Progetto seconda squadra? In Italia siamo molto indietro. È un punto importante per la crescita dei giocatori. Giocatori al Mondiale? Se noi direttori dovessimo aspettare i Mondiali per capire se un giocatore è forte sarebbe grave. Per raggiungere i sogni bisogna lavorare. Noi siamo qui per costruire qualcosa di importante, per divertirci e sognare. Ma per farlo ci vuole un club concreto. E per ottenerlo ci vuole tempo.”

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