Il “lavoro” è stato lento e non certo indolore, ma alla fine è stata l’ultima stagione a dare la mazzata finale alla Fiorentina dei Commisso.
23 punti in meno della stagione precedente, 9 posizioni perse. Questa è soltanto la punta dell’iceberg del disastro viola, quello che giustamente interessa maggiormente ai tifosi.
Eppure la scorsa estate si proclamava la rinascita, si puntava alla Champions, le scelte sembravano dimostrarlo, del resto sfido chiunque, tra giornalisti e addetti ai lavori, a poter prevedere una Fiorentina in lotta per non retrocedere lo scorso luglio.
Così, invece, è stato. E la responsabilità è tutta da dividere tra Pradè, Pioli, Ferrari, i giocatori e ovviamente la società che si è fidata delle persone sbagliate.
Dietro ai numeri “sportivi”, sopra citati, ci sono infatti i numeri che contano, quello economici, che sono perfino più disastrosi.
Una campagna acquisti da 90 milioni (tutti soldi passati presumibilmente dalle mani di procuratori compiacenti con Pradè), con l’acquisto più oneroso della storia viola, Roberto Piccoli e stipendi aumentati in maniera sproporzionata ad alcuni giocatori, come Kean portato a quasi 5 milioni, De Gea a 3,5 milioni, Gosens a 3,2 milioni. Senza dimenticare l’arrivo (il ritorno) di Pioli con un triennale a 3 milioni a stagione.
Insomma, tutto lasciava pensare che la Fiorentina avesse finalmente deciso di fare un grosso passo avanti, con numeri davvero da Champions
I fatti, poi, hanno raccontato tutt’altro. Lasciando nelle mani della proprietà una rosa svalutata di ben 60 milioni!!
Ci sarebbe davvero da chiedere i danni. Ma ormai è tardi.. “i buoi sono scappati” (tranne Ferrari però!!).
Ora la Fiorentina è in mano (si spera) a Paratici, con l’auspicio che la proprietà viola abbia capito che una squadra di calcio non si gestisce come una.. famiglia.
Jerry Cardinale docet.
