La sconfitta di Milano, al netto di un rigore che definire “discutibile” è un eufemismo, mette la Fiorentina davanti a sè stessa: 3 punti in 7 partite, ultimo posto in classifica, ancora nessuna vittoria in Serie A. Più che dati preoccupanti, letti così, sanno già di sentenza. O almeno, questo se non fossimo solo al 20 di ottobre e con ancora 31 partite da giocare. Certo, la Champions non pare essere più raggiungibile, ma nemmeno l’Europa League. Servirebbe fare una media di 2 punti a partita nelle gare rimaste per ripetere i punti della scorsa stagione, roba da Ranieri l’anno scorso con la Roma, ovvero evento più unico che raro.
Una sconfitta che ha scucito la bocca anche a Daniele Pradè, certo per il rigore concesso indebitamente al Milan, ma anche per esternare pubblicamente quel mea culpa che dovrebbe servire a scagionare l’allenatore, sempre più nell’occhio del ciclone: “Se c’è una persona che può tirarci fuori da questa situazione, quella è Stefano Pioli – ha detto il ds viola, che ha proseguito – l’unica persona responsabile e che dovrebbe essere cacciata o che dovrebbe dimettersi sono soltanto io, mi dispiace per la società che mi ha messo a disposizione 90 milioni e per i tifosi.“
Parole che, a detta degli intervistatori tv, fanno onore a Pradè. Alle quali, però, ha risposto, seppur indirettamente, lo stesso Pioli, in conferenza stampa: “La colpa è solo mia, non è della società. Sono io che devo trovare il modo di uscire da questa situazione” sono le prole del tecnico ex Milan.
Tutto bello, quasi da libro Cuore, che ognuno faccia a gara per prendersi le colpe. La realtà invece ci dice altro, ci dice che nessuno pare capire cosa stia davvero succedendo.
Se la colpa fosse una campagna acquisti scellerata, fatta da Pradè in collaborazione con Pioli, dovrebbero andare a casa entrambi. Ma non solo loro, dovrebbero “fare festa” anche la maggioranza dei giornalisti sportivi italiani e dei tifosi della Fiorentina, perché tutti la scorsa estate sono stati d’accordo nel definire questa squadra come rinforzata, come possibile antagonista delle grandi per addirittura un posto Champions.
Ma c’è un dato da non sottovalutare, quando questi giocatori vanno con le rispettive nazionali sembrano rinascere, sembrano troare il loro habitat naturale, quello che invece dovrebbero trovare dove si allenano ogni giorno.
Che succede, quindi? Non è assumendosi le colpe che si risolvono i problemi, ma affrontandoli e superandoli. Non posso e non voglio credere che Dodò sia diventato questo in pochi mesi, lo stesso Gosens, Kean, perfino De Gea non pare essere più lui. L’anno scorso il tiro del primo gol di Leao lo avrebbe probabilmente parato. Che succede ragazzi?
Pioli continua a dire che non ci sono problemi nello spogliatoio, gli stessi giocatori danno segni di forza, ma solo sui social, per poi scendere in campo e diventare agnellini. Nessuno che prova a saltare l’uomo, nessuno che prenda per mano i compagni, nessuno che abbia il coraggio di provare a fare qualcosa di diverso che un passaggio, inutile, laterale. Al primo (e unico) guizzo di Fagioli, è arrivato il gol del vantaggio. Perché poi è finito tutto lì?
E’ chiaro che quando giochi con la paura tutto diventi maledettamente complicato, ed è assolutamente normale che adesso la paura campeggi sovrana nella testa dei giocatori. Ma continuare così significa solo finire sempre più nel baratro. Oltretutto a Milano non c’era nulla da perdere, si poteva provare ad averlo, questo coraggio. Perso per perso…
La realtà, molto pericolosa, è che nè Pioli nè Pradè sappiano minimamente cosa stia succedendo a questa squadra. Ecco perchè sono preoccupato. Le loro dichiarazioni post Milan, lasciano intendere solo questo. Ovvero, mi prendo la colpa perchè non ho la minima idea a chi e a cosa altro darla.
Ecco che a questo punto parrebbe esserci solo una soluzione: cambiare l’allenatore. Ora, a parte il fatto che Pioli guadagna 3 milioni netti per 3 anni e che vedo dura che Commisso tenga “a riposo” un tecnico che guadagna così tanto, c’è da chiedersi cosa potrebbe cambiare nel breve.
Sia chiaro, io sarei favorevolissimo al cambio, ma mi faccio delle domande. La prima è: al posto di chi? Spalletti? Se la situazione è questa sarebbe necessario prendere un tecnico che sappia tirarci fuori da questo pantano, un Ballardini ad esempio. Calcio semplice, calcio pratico e portare la “pagnotta” a casa.
Io non credo che la Fiorentina abbia mai pensato ad un cambio tecnico, nemmeno dopo la sconfitta di Milano. Certo, se dovessero arrivare le sconfitte con Bologna e Inter, diventerebbe davvero complicato e imbarazzante proseguire così. Magari dovrebbe essere proprio Pioli a dimettersi per manifesta incapacità di risolvere i problemi di questa Fiorentina.
Noi tutti speriamo non serva, magari arriva una vittoria col Bologna ed un punto a Milano con l’Inter. Magari. Certo è, che il mea culpa, oggi come oggi, non serve proprio a nulla.


