Nelle ultime stagioni si è parlato molto del “modello Como“, spesso preso ad esempio anche da molti tifosi viola per spiegare cosa avrebbe dovuto fare Commisso per portare in alto la Fiorentina.
E forse, seguendo quel preciso modello, non solo la Fiorentina ma molte altre squadre potrebbero essere più in alto in classifica. Ma quanto sarebbe giusto nell’econonima del calcio in Italia? Ricordiamo che il Como gioca le partite praticamente sempre senza neanche un italiano in campo, a differenza ad esempio della Fiorentina che, spesso e voltentieri, ha schierato in campo ben oltre la metà di calciatori nostrani.
Del resto il progetto iniziato da Rocco Commisso è sempre stato chiaro, costruire il Viola Park per valorizzare i giovani italiani, addirittura preferibilmente toscani e acquistare anche per la Prima Squadra giocatori del nostro campionato.
Basti pensare agli ultimi mercati, Fagioli, Kean, Parisi, Nicolussi Caviglia, Rugani, Belotti, Lezzerini, Fazzini per citarne alcuni, tutti giocatori che sono andati ad inserirsi insieme a quelli che gia erano in rosa, come Mandragora, Comuzzo, Ranieri.
Non a caso l’unico italiano presente oggi nella classifica Top100 degli U20 in Europa, solo uno (Comuzzo) è italiano e, per giunta, della Fiorentina. Segno che la visione di Rocco, che non ha mai nascosto di “voler restituite qualcosa al suo paese natìo”, andasse proprio nella direzione in cui tutti oggi vorrebbero andasse il calcio italiano.
Deve far riflettere il fatto che, nel nostro campionato, solo il 9% dei minuti totali viene giocato da giocatori italiani cresciuti nei vivai dei club, mentre già nei settori giovanili la presenza di stranieri supera il 32%.
Le conseguenze, per il nostro calcio, sono sotto gli occhi di tutti. Per coloro che vogliono bene alla nostra Nazionale, dovrebbe spaventare il “modello Como”, invece di essere preso ad esempio.


