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L’unicità di essere Fiorentini

Essere Fiorentini. Essere Tifosi Viola.

Avere la fortuna di essere nato a Firenze, quindi di essere a tutti gli effetti fiorentino, implica di avere nel proprio DNA una caratteristica che difficilmente si riscontra in qualsiasi altro abitante del Pianeta Terra. Caratteristica che si amplifica ancor più se, associato all’essere fiorentino, c’è anche il fatto di essere un Tifoso Viola.

La caratteristica che contraddistingue questa figura unica al mondo è, di fatto, ben conosciuta a tutti noi appartenenti a questa duplice categoria: se non c’è niente su cui discutere, ce lo dobbiamo inventare. Con una unica premessa: la discussione deve dividerci al 50%, altrimenti non vale!

La Fiorentina 2017/18 è stata costruita con nuove, chiare premesse. Rinnovare, abbassare i costi, puntare sui giovani. Poco conta stare adesso a discutere se dietro a tutto questo ci sia la volontà dei Della Valle di cedere la Società o semplicemente una presa di coscienza economica dettata da chi fa le regole nel Calcio, per cui di fatto vince solo chi deve vincere. Ovvero le solite note.

C’è stata contestazione, anche dura, con offese più o meno pesanti alla famiglia Della Valle e a tutti i loro più stretti collaboratori. Ma del resto, in preciso spirito fiorentino come detto all’inizio, l’altra metà di Firenze si è schierata con la Proprietà, forse per spirito di contraddizione, forse perchè la logica dietro a queste scelte è talmente marcata da non poter essere condivisa, volenti o nolenti.

Sta di fatto che è nata una squadra tutta nuova, privata dei “senatori” che negli ultimi anni la avevano caratterizzata, nel bene e nel male. Del resto, l’ultima stagione con mister Sousa in panchina aveva scatenato più volte l’ira del popolo Viola. Quando per le scelte dell’allenatore, quando per il comportamento irritante di una squadra che troppo spesso si “concedeva” agli avversari come vittima sacrificale. Da qui le prime contestazioni anche a quei giocatori che, fino ad allora, erano considerati il “cuore” della squadra. Si comincia a dire che molti giocatori sono entrati nella “fase calante” della loro vita calcistica e che sarebbe meglio lasciare spazio ad altri.

Finisce la stagione, arriva il calciomercato e di conseguenza via Sousa, via l’amato Capitano Gonzalo, via il “Cuore Viola” Borja Valero, via Vecino, via Kalinic, via Bernardeschi, via Tatarusanu, via Ilicic, via Tello, via Milic, via tutti. Tanti, tantissimi milioni che entrano, non altrettanti che escono.

E qui inizia la rivolta del popolo Viola, che comincia a percepire le intenzioni della Proprietà di “distruggere tutto”. E’ arrivato mister Pioli, ma la lentezza della campagna acquisti di Corvino alimenta il dubbio. Poi qualcosa cambia, cominciano ad arrivare i primi giocatori, giovani, a volte semi sconosciuti. Lentamente si ricrea un nuovo gruppo. Interessante? Forse. Più che altro curioso. Con giocatori che cominciano ad alimentare la speranza del Tifoso Viola di tornare, prima o poi, a sognare: arrivano Simeone, Benassi, Gil Dias, Zekhnini, Gaspar, Pezzella, Vitor Hugo, Veretout, Eysseric, Milenkovic, Lo Faso, Biraghi, Laurini e all’ultimo tuffo l’esperto Thereau.

Ci vorrà pazienza, questo per fortuna il Tifoso Viola lo ha ben chairo. Troppo tardi è stata messa insieme questa squadra per ipotizzare di cominciare subito a fare bene. Pioli, più che essere un buon allenatore, dovrebbe avere la bacchetta magica. Infatti arriva la prima disfatta. Prima giornata. San Siro. L’Inter di Borja Valero e Vecino. 3-0. Netto, senza possibilità di grandi repliche. Pazienza, ci stava. Applausi alla squadra.

All’esordio a Firenze c’è la Sampdoria, un avversario sulla carta già più abbordabile. Niente da fare. Bastano due “svarioni” difensivi che costeranno il posto alla Fiorentina a Tomovic e seconda sconfitta. Pazienza. Ancora applausi alla squadra all’uscita di campo.

Il popolo Viola finalmente unito. Ha capito che bisogna dare tempo a questi ragazzi.

Poi arriva la svolta. Trasferta a Verona, con i “fratelli” gialloblu. Proprio quello che ci voleva. L’Hellas è allo sbando, complice anche una partita concreta dei ragazzi Viola e finisce in goleada. 5-0!! Segnano praticamente tutti. Ci siamo. Il popolo Viola comincia a ben sperare, seppure invocando ancora (tutti insieme, incredibile ma vero) calma e pazienza.

E’ il turno del Bologna a Firenze. Il vantaggio di Chiesa (meraviglioso fra l’altro) e subito il pareggio del Bologna. Poi, per fortuna, ci pensa Pezzella, l’ottavo marcatore Viola diverso in 4 partite e altri 3 punti in cassaforte. Il popolo Viola, ancora unito, comincia ad elogiare una squadra finalmente combattiva rispetto alla passata stagione. “Che bello vedere i giocatori Viola non mollare mai fino alle fine!” è il commento più popolare.

Ma arriva un altro giorno. Anzi, arriva Il Giorno. Quello che non puoi far finta essere un giorno qualunque. C’è Lei. A Torino. E le statistiche parlano chiaro: la Juventus, giocando in casa, ha incontrato la Fiorentina 79 volte in Serie A, collezionando 54 vittorie, 20 pareggi e solo 5 sconfitte. Segnando 178 gol e subendone “solo” 65. Peraltro anche giocando a Firenze, la Juventus è sempre claorosamente in vantaggio su di noi: 76 vittorie, 50 pareggi e 32 sconfitte. Oltretutto anche in questo campionato la Juventus viene da 4 vittorie in altettante partite. 13 gol fatti, solo 3 subiti.

Se non basta ti leggi i nomi dei giocatori in campo della Juventus: Higuain, Dybala, Mandzukic, Cuadrado, Matuidi, Barzagli, Szczesny.. lasciamo perdere.

Proviamo con la panchina: Buffon, Chiellini, Benatia, Pjanic, Douglas Costa, Alex Sandro, Bernardeschi.… ovvero tutti giocatori che se fossero in maglia viola ( e non solo) sarebbero di gran lunga i titolari inamovibili.

Inizia la partita, la Juventus sonnecchia, ma la Fiorentina regge bene il campo, soprattutto grazie a una difesa finalmente ordinata. Risultato: 0-0 alla fine del primo tempo con un solo brivido su punizione di Dybala (che fino ad allora aveva segnato 8 gol nelle prime 4 partite!).

Si comincia a sognare di provare a portare via un punto d’oro da Torino, ma come nei sogni più belli, a un certo punto ci si sveglia: Pioli deve sostituire un buon Laurini (per infortunio, si scoprirà più tardi) con Gaspar. Primo affondo Juve, Cuadrado crossa in area, Gaspar si perde Madzukic che segna per il vantaggio Juve. C’è tempo per provare a recuperare. Ma la doccia fredda è pronta a colpire le teste viola: Matuidi si invola verso l’area di rigore viola, Badelj da dietro lo atterra al limite. L’arbitro Doveri fischia un rigore poi annullato grazie al Var, ma arriva comunque il secondo giallo e di conseguenza il rosso per Badelj. E’ l’inizio della fine. La Fiorentina ci proverà fino alla fine, rischiando perfino di pareggiare. Ma finirà con l’ennesima vittoria bianconera.

Che la Fiorentina abbia messo fin troppo in difficoltà la Juventus si può leggere nel volto di Allegri a fine gara, infuriato con i suoi. C’è da scommettere che negli spogliatoi se li sia mangiati uno per uno. Perchè, di fatto, la Fiorentina ha davvero rischiato di pareggiarla, giocando per quasi mezzora in 10 contro 11 a Torino. Forse non facendo cose straordinarie, visto che di tiri in porta degni di questo nome non se ne sono visti. Ma con una grinta e una spregiudicatezza che da tempo non si vedevano in maglia Viola.

E il tifoso Viola ha capito anche questa volta. Anzi no. Forse perchè le sconfitte contro la Juve non sono mai come le altre, forse perchè in fondo all’animo era troppa la voglia di tornare a criticare. Fatto sta che per alcuni questa squadra è davvero misera. Umiliata a Torino senza mai tirare in porta. Una squadra vergognosa, altro che quelle del passato che a Torino mettevano la Juve sotto assedio (……….).

Tutti i Tifosi? No, sempre quel 50%. E allora bentornato fiorentino. Bentornato Tifoso Viola.

 

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