Mister Vanoli, in conferenza stampa dopo l’ennesima disfatta in campionato, non si nasconde e svela i gravi problema di questa squadra:
“In questo momento non servono giocatori, ma uomini. Dobbiamo solo chiedere scusa ai nostri tifosi. Questa partita è stat l’emblema, basta alibi, dobbiamo dimostrare coraggio. Ma di cosa puoi avere paura quando vai in vantaggio dopo pochi minunti? Qui non c’entra il modulo, qui c’entra il giocare l’uno per l’altro. Da quando sono arrivato questo non l’ho visto. L’episodio del rigore? Doveva batterlo Gudmundsson ma non se l’è sentita, il secondo rigorista è Mandragora. Kean voleva tirarlo da attaccante che non segna. Ma non è questo il problema. Il problema è che vai in vantaggio dopo 5 minuti, hai i tifosi che ti sostengono e oggi sembrava di giocare in casa, adesso gli alibi sono finiti. Bisogna giocare l’uno per l’altro, ancora non ho trovato la chiave per entrare nella testa di questi ragazzi. Ci sono ancora 72 punti a disposizione, a noi servono 10 vittorie. Non lo deve fare Vanoli, lo devono fare i giocatori, devono diventare uomini. Ora il tempo è finito. Non è questione di modulo, non ho voluto cambiarlo per non dare alibi. Non sono qui per fare il modulo che mi chiedono, potevo stare a casa a guadagnare e invece ho accettato questa sfida. Devo trovare soluzioni e quei giocatori che hanno grinta, abbiamo assenze importanti come Gosens ma siamo andati in vantaggio. Non si possono prendere questi gol assurdi. Io oggi devo vedere una corsa per il compagno, questo non lo vedo. Per salvarsi serve questo, le grandi squadre lo fanno. Dobbiamo giocare tutti insieme e difendere col coltello tra i denti. Ora la cosa più importante è chiedere scusa ai nostri tifosi, la seconda cosa è essere uomini. Io credo che questa squadra ce la possa fare ma ora non c’è più mezza scusa. I tifosi sono stati fantastici. Avessi avuto io stasera questi tifosi avrei fatto 110 volte la fascia di corsa poi avrei chiesto il cambio perché non ce la facevo più. Ora su le maniche, abbiamo toccato il fondo. Un campione come Kean oggi deve fare il campione, fare un passo indietro e dire ‘vi aiuto io’. Se devo fare lo psicologo e curare i problemi personali allora vado a casa. Sono venuto qua rinunciando a dei soldi, le critiche me le prendo tutte.”


