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Fiorentina – Juventus 0-2: sintesi e highlights

Sintesi partita

Al Franchi va in scena LA partita. Quella che non potrà mai essere considerata una come tante. La Fiorentina è chiamata all’impresa perchè contro la Juventus di Allegri, sulla carta, non c’è partita.

Pioli scegli di puntare sul giovane Milenkovic insieme a Pezzella in difesa e ancora Gil Dias sulla fascia al posto di Thereau. Davanti Simeone con i nuovi acquisti di gennaio Falcinelli e Dabo ancora in panchina.

Nella Juventus è titolare il “traditore” Bernardeschi.

Dopo i primi minuti in cui la Juventus mantiene perennemente in mano il “pallino” del gioco pur non essendo mai pericolosa, la Fiorentina riesce a prendere le misure ai bianconeri e a non concedere mai di arrivare al tiro con pericolosità. I ragazzi di Pioli, in maglia finalmente viola, mettono in campo grinta, cuore e determinazione dando vita ad una prestazione di tutto rispetto. La Juventus ben presto viene completamente annullata, resa inerme, mai pericolosa.

Fin quando si arriva all’episodio-chiave che segnerà tutta la partita: Benassi crossa in area, Chiellini tocca di mano e l’arbitro Guida non esita ad indicare il dischetto, è calcio di rigore! Veretout si presenta sul dischetto, ma qualcosa non va. I giocatori bianconeri iniziano incomprensibili “azioni di disturbo” per non far calciare il rigore al viola e “obbligano” l’arbitro a chiamare il Var per valutare un’azione dubbia in area prima del rigore. Passano 3 interminabili minuti con il pallone sul dischetto e Veretout pronto a calciare. In effetti l’abitro si consulta a lungo con gli assistenti senza andare mai personalmente a visionare le immagini. Fin quando decide di revocare il rigore concesso alla Fiorentina per un presunto fuorigioco di Benassi. In realtà le immagini rilevano chiaramente che il pallone arriva al centrocampista viola dopo il tocco dello juventino Alex Sandro, quindi non esistono gli estremi del fuorigioco. Ennesimo “furto” in casa viola contro gli odiati juventini. L’ennesimo di una lunga serie.

Al 38′ la fortuna non sorride alla Fiorentina: sugli sviluppi di un calcio d’angolo per la Juventus, Chiesa in contropiede lancia Gil Dias che entra in area e calcia in porta con Buffon battuto: il pallone si stampa sul palo! E’ una maledizione contro la Juventus!

Il primo tempo finisce quindi 0-0 con una ottima Fiorentina che tiene testa ad una Juventus davvero brutta da guardare.

Ma a pochi minuti dall’inizio della ripresa accade il peggio che potesse capitare: al 56′ viene assegnato un calcio di punizione alla Juventus, Sportiello piazza la barriera in maniera non impeccabile e soprattutto prende malissimo la posizione tra i pali. Bernardeschi calcia la punizione, un tiro non certo irresistibile che però Sportiello mal posizionato non riesce a raggiungere. E’ il vantaggio bianconero messo a segno proprio dall’ex più fischiato. Che non avrà nessun pudore ad esultare in modo perfino eccessivo. Gravissime le responsabilità del portiere gigliato sul vantaggio bianconero.

La paura è che la Fiorentina subisca il contraccolpo psicologico e che possa pagare a caro prezzo la fatica di un primo tempo giocato ad altissima intensità. Ma non è così, la Viola è ancora in partita e continua a provarci.

Al 71′ Fiorentina ancora vicina al gol: Chiesa-Simeone in area bianconera, palla a Thereau davanti a Buffon in ritardo ma il portiere juventino sventa il pericolo con un intervento disperato con i piedi.

Al 76′ ci prova da fuori Badelj ma è Benassi a deviare una traiettoria che poteva mettere in difficoltà Buffon.

All’ 86′ la Juventus chiude la partita: la Fiorentina è troppo sbilanciata in avanti per cercare il pareggio, Chiellini trova Higuain in profondità che davanti a Sportiello non sbaglia. 2-0 Juventus assolutamente immeritato dopo una prestazione davvero scialba, forse una delle più brutte Juventus viste a Firenze.

Onore ai ragazzi Viola che ci mettono il Cuore, ma non basta.

 

La partita a modo mio

Togliamoci subito il “dente”. Siamo stufi di continuare a dover commentare episodi arbitrali vergognosamente a favore della Juventus. E’ inconcepibile come anche con l’uso del Var si possano commettere certi gravi errori. Pioli a fine partita è nero di rabbia ed ha ragione: le immagini svelano con chiarezza che il passaggio a Benassi viene fatto da Alex Sandro con un retropassaggio sbagliato e quello che è grave è che l’arbitro non sia mai andato a vedere personalmente le immagini sul monitor. Detto questo un applauso ai ragazzi che hanno fornito una prestazione davvero ottima. Quello che semmai fa rabbia è il non capire perchè queste prestazioni si debbano fare solo contro la Juventus e le grandi squadre. Con questo tipo di atteggiamento in campo non sarebbe stato possibile uscire sconfitti contro Verona e Chievo o pareggiare con la Spal. Per quanto riguarda la squadra, unica insufficienza la merita Sportiello: il portiere viola è protagonista in negativo delle ultime partite con errori gravissimi e quello di oggi in occasione del gol di Bernardeschi è ancora una volta clamoroso. Quello che manca a questa squadra è inoltre un centravanti puro, che sappia far gol. Simeone corre, si danna l’anima a tutto campo, ma dopo tutti questi mesi non è riuscito a fornire alla squadra i gol necessari per essere considerato un centravanti di peso. Quanto al “signor” Bernardeschi, un personaggio del genere non merita neanche i fischi di Firenze, troppo preziosi per lui. Molto meglio l’indifferenza per un giocatore che sembra sempre più nato per essere juventino.

Highlights Match

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Bologna-Fiorentina 1-2: sintesi e highlights

Sintesi partita

Archiviata l’umiliante sconfitta interna con l’Hellas Verona i giocatori di Pioli sono chiamati dai tifosi a fornire una risposta degna sul campo proprio nel “Derby dell’Appennino”.

Visto il delicato momento in casa Viola, nel ritiro di Bologna si sono presentati dopo tanto tempo i fratelli Della Valle per dare sostegno a staff e giocatori.

Pioli fa partire titolare Milenkovic in difesa e ancora Gil Dias sulla fascia destra. Solo panchina, almeno all’inizio, per i nuovi arrivi Bryan Dabo e Falcinelli.

La partita inizia frizzante tra i rossoblu di Donadoni e gli uomini di Pioli per l’occasione in maglia verde. Le squadre si affrontano a viso aperto dimostrando da subito di voler entrambe cercare la vittoria ad ogni costo.

Ci provano prima Dzemaili per il Bologna e poi Benassi e Gil Dias per la Fiorentina ma nessuno trova il gol.

Al 41′ è la Fiorentina a passare in vantaggio nel modo più rocambolesco: Jordan Veretout direttamente da calcio d’angolo colpisce il palo più lontano, il pallone sbatte su Mirante e si infila in rete!!

Ma i limiti della squadra gigliata tornano ancora una vlta a galla: passano appena 3 minuti e il Bologna trova il pareggio ancora una volta direttamente da calcio d’angolo: Pulgar mette il pallone sul primo palo, Fiorentina che non ha nessuno a coprirlo e Sportiello che tenta un disperato tentativo rientrando in porta inutilmente. Ennesima doccia fredda per la Fiorentina e squadre che vanno al riposo sull-1-1.

A inizio ripresa è strepitoso Mirante che toglie il pallone dai piedi di Gil Dias lanciato a rete.

La partita scorre senza grandi emozioni. Al 69′ Pioli gioca la carta Falcinelli al posto di Simeone ma l’ex Sassuolo non riuscirà a incidere nella partita di esordio in maglia viola.

Passano però solo due minuti quando Badelj (prestazione assolutamente insufficiente fino a questo momento) pesca Federico Chiesa in area. Il giovane talento viola mette a sedere difensore e portiere e calcia a rete per il nuovo vantaggio viola!!! Strepitoso il gol del gioiellino!!!

Negli ultimi minuti il Bologna prova a cercare la rete del pareggio ma il risultato non cambierà più: la Fiorentina espugna il Dall’Ara e torna finalmente alla vittoria dopo le pesantissime sconfitte contro Sampdoria e Verona.

 

La partita a modo mio

Serviva una vittoria e la vittoria è arrivata. Per il momento possiamo fermarci qui, perchè se dobbiamo soffermarci sulla prestazione in definitiva poco è cambiato. Purtroppo i limiti di questa squadra sono sempre evidenti e i giocatori non riescono a fare quel salto di qualità che potrebbe spingerli verso traguardi più importanti rispetto all’attuale posizione (anonima) in classifica. La presenza dei Della Valle (finalmente!!) nel ritiro viola potrebbe aver dato la spinta giusta per tornare a metterci la testa, quella che è mancata nelle partite contro la Samp e soprattutto contro il Verona. Quello che continua a latitare è il centrocampo. Ancora male Badelj che salva la prestazione solo per l’assist a Chiesa, ma è solo da applausi il gol vouto e trovato dal talento gigliato. Falcinelli senza infamia e senza lode, da rivedere. Male anzi malissimo Sportiello in occasione del pareggio rossoblu: avrebbe dovuto pretendere la copertura sul primo palo e in caso contrario non sarebbe dovuto uscire dai pali. Peccato perchè il numero uno viola ha fatto vedere anche oggi ottime parate. Adesso a Firenze arriva la Juve che ne ha dati sette al Sassuolo. Che sia però una partita diversa e a prescindere dai punti in campionato è risaputo. Chissà che non sia l’occasione per i giocatori viola di dimostare quella qualità che fino ad oggi è mancata. Battere la Juventus sarebbe un ottimo avvicinamento verso i tifosi ancora “scottati” dalla pesante sconfitta interna col Verona. E soprattutto l’occasione per battere almeno una squadra di quelle davanti in classifica. Sarebbe anche la migliore occasione per rivedere i Della Valle al Franchi dopo tanto tempo, ma questa rimarrà forse soltanto una vana speranza.

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Fiorentina-Verona 1-4: sintesi di una Vergogna

Sintesi partita

A distanza di un girone d’andata la Fiorentina torna ad affrontare l’Hellas Verona. All’andata la Fiorentina veniva da due sconfitte nelle prime due giornate di campionato e Verona fu in qualche modo il primo segnale di “risveglio” con quel 5-0 rifilato agli scaligeri dopo una partita a senso unico di colore Viola.

In campo tornano Veretout e Thereau con Chiesa e Simeone. La Fiorentina parte forta nei primissimi minuti e sfiora il gol con SImeone che sbaglia clamorosamente a porta vuota. Qui, incredibile ma vero, finisce la partita della Fiorentina.

Perchè all’11’ passa il Verona: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, cross di Romulo per il neo arrivato in maglia gialloblu Vukovic che di testa insacca. Doccia fredda senza alcun tipo di reazione. Il Verona prende quindi coraggio e la Fiorentina subisce in maniera vergognosa. Ci prova Chiesa ma non trova mai neanche lo specchio della porta.

Proprio dopo l’ennesimo errore al tiro di Chiesa arriva il clamoroso raddoppio del Verona: Matos imprendibile per i giocatori Vola, assist per Kean (scuola Juve!!) che non sbaglia.

La Fiorentina è completamente assente: Thereau passeggia in campo, Veretout da 4 in pagella. Ma non si salva veramente nessuno in maglia VIola.

Nella ripresa si parte da un “colpo di coda” d’orgoglio da parte della Fiorentina, con Chiesa che colpisce clamorosamente il palo!! Siccome però le regole non scritte del calcio non si smentiscono mai, nell’azione successiva arriva adirittura il 3-0 Verona: Petkovic raccoglie palla dopo il palo della Fiorentina e dà il via al contropiede che porta di nuovo Kean al gol!

Diventa clamoroso il risultato al Franchi!!!

Al 53′ arriva finalmente il gol della FIorentnia: palla in area di Simeone e Gil Dias accorcia! Ma sarà solo un “fulmine a ciel sereno” perchè opo solo due minuti il Verona allunga ancora: Matos, imprendibile insieme a Romulo, mette al centro e Ferrari non può sbagliare: 4-1 del Verona al Franchi e risultato che non cambierà più!!

A dieci minuti dal termine si svuota la Curva Fiesole e inizia la contesatzione sotto la tribuna: si è toccato il fondo sotto tutti i punti di vista. Prestazione vergognosa di tutta la squadra. Senza appello.

 

LA PARTITA A MODO MIO

Se serviva toccare il fondo ci siamo arrivati. Almeno lo speriamo. Perchè è anche vero che al peggio non c’è mai fine. Ma lo “spettacolo” visto oggi al Franchi è qualcosa di indegno. Non solo per la pesante sconfitta ma anche per l’atteggiamento della squadra in campo. I tifosi sono arrivati alla frutta e hanno anche ragione. Non ci sono più scuse. Il campionato della Fiorentina sarà probabilmente ancora una volta anonimo, dopo aver speso 70 milioni per costruire una squadra che non ha nè capo nè coda (che diventano quasi 100 considerando i soldi per i riscatti!!!): Di peggio non si poteva fare. Oltretutto con un rosa giocatori che, ad oggi, non ha nemmeno mercato in uscita. Un danno pesante e forse irrimediabile. Oggi c’è davvero poca voglia di parlare, gli unici che dovrebbero parlare continuano a non farlo. Firenze merità di più, molto di più. “Qualcuno”, senza fare nomi, dovrà per forza parlare adesso o farebbe a questo punto meglio a farsi definitivamente da parte. Perchè questa VERGOGNA non può stare di casa a Firenze.

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Assenti in campo.. e fuori.

“Quella di oggi era la partita decisiva, quella da vincere a tutti i costi”.

Anzi no.

“Quella di oggi non era affatto una partita decisiva. Decisiva per cosa? Pensiamo davvero di voler andare in Europa con questa squadra?”

L’umore dei tifosi è questo. E a me fa paura. Perchè una rassegnazione a tal punto fatico a ricordarla. Neanche nelle peggiori annate con Delio Rossi o Mihajilovic. Ed è difficile dargli torto.

L’assenteismo della squadra nelle partite decisive è solo lo specchio di quello societario. Perchè anche i Della Valle, nei momenti decisivi, quando bastava davvero poco per portare la Fiorentina e Firenze ad un livello più alto, hanno “marcato visita”. Lanciando alla Città e quindi alla squadra un segnale chiaro ed inequivocabile: è vietato sognare.

Dove sognare, manco a dirlo, non significa tanto vincere lo scudetto o la Champions League. Per far sognare Firenze sarebbe bastato allestire una squadra che almeno se la giocasse in Europa e in Italia almeno dalla terza posizione in giù. Neanche questo.

Loro sono offesi, di cosa poi non è dato saperlo. Cosa dovrebbe dire Lotito che viene infamato da anni eppure ogni anno cerca di portare la Lazio sempre più in alto?

Autofinanziamento. La “parola d’ordine” diventata un incubo. Perchè a Firenze i tifosi non sono proprio quelli “riportati dalla piena”, come si dice. Sanno benissimo che non potranno mai vedere in maglia viola giocatori come HIguain, Dybala o Icardi. E neanche li chiedono.

Quello che chiedono è solo di non essere presi in giro. Da una proprietà che si è presentata a Firenze parlando di Scudetto quando nessuno glielo aveva chiesto. Che ha parlato di costruire una grande squadra capace di dare fastidio a tutto il Mondo. Fino al momento in cui bastava davvero poco per fare quel salto di qualità che non è interessato fare. Fino a far scappare per esasperazione allenatori e giocatori importanti.

Una Società che oggi ha solo il volto di Corvino. Un Direttore Sportivo che è stato capace di spendere circa 70 milioni per portare il nulla. Strapagando giocatori ombre di se stessi come Benassi e Saponara. Portando in maglia viola giocatori improbabili. Certo, nel mezzo è capitato anche qualche ottimo giocatore come Pezzella o Veretout. Anche solo per sbaglio, sarebbe stato impossibile non azzeccarne nemmeno uno.

Campionato di transizione, ci è stato detto. Transizione verso cosa non è dato saperlo. Perchè se i segnali sul presente sono imbarazzanti, quelli sul futuro non sono certo migliori.

Arriveremo alla fine della  stagione e qualcuno dovrà comunque uscire allo scoperto. Perchè anche la più ammirabile pazienza, prima o poi, finisce.

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Sampdoria-Fiorentina 3-1: sintesi e highlights

Sintesi partita

Al ritorno in campo dopo la sosta invernale la Fiorentina si presenta a Marassi contro la Sampdoria per una partita che può davvero segnare la svolta dopo gli 8 risultati utili positivi consecutivi.

La Fiorentina viene infatti da un buon periodo e dai due pareggi contro Milan e Inter nei quali avrebbe sicuramente meritato di più. La Sampdoria viene invece da un periodo molto buio.

Pioli deve far fronte ad assenze importanti, Astori in difesa sostituito da Vitor Hugo, Thereau e Veretout. Il mister opta per una squadra spregiudicata, un 4-4-2 con le due punte Simeone e Babacar davanti, Chiesa ed Eysseric a centrocampo con Benassi e Badelj.
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Fiorentina – Inter 1-1: sintesi e highlights

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Nella prima giornata del girone di ritorno la Fiorentina di Pioli torna ad affrontare l’Inter con ben altro spirito rispetto alla partita di esordio, quando la squadra era appena stata costruita. Allora fu vittoria netta per la formazione di Spalletti. Che stavolta si presenta al Franchi dopo un periodo tutt’altro che felice.

La Fiorentina parte subito forte e dopo appena 1 minuto, sugli sviluppi di un calcio di punizione, sfiora il vantaggio con Simeone che calcia di poco a lato. I Viola hanno pieno possesso del campo, l’Inter si limita a difendere.

Ma il monologo Viola non porta i frutti sperati, perchè Chiesa prima e Thereau più tardi non inquadrano la porta di Handanovic. L’inter si vede solo dopo la mezz’ora ma Perisic manda alto sopra la traversa. Sarà l’unica vera occasione dell’Inter perchè il primo tempo si chiuderà con la Fiorentina padrona della partita, incapace però a trovare il gol nonostante le tantissime occasioni.

Nella ripresa si teme il calo fisico per gli uomini di Pioli, l’Inter infatti parte meglio e trova addirittura un vantaggio assolutamente non meritato per quanto visto sul campo: al 55′ Icardi spara di testa in porta, Sportiello si supera, ma sulla ribattuta corta la difesa viola si addormenta e Icardi la mette dentro.

La Fiorentina non ci sta e continua a macinare gioco mentre l’Inter è incapace di rendersi ancora pericolosa. Grandissima parata di Handanovic che nega la gioia a Biraghi su calcio di punizione.  Ancora protagonista Handanovic dopo qualche minuto che para d’istinto una deviazione in porta del compagno Skriniar su cross di Chiesa.

E’ incredibile quante occasioni abbia la Fiorentina e il fatto che non riesca a trovare il pareggio. Pioli si gioca il tutto per tutto: dentro la seconda punta Babacar che si rende subito pericoloso sfiorando il gol.  Ci provano ancora Chiesa e Badelj ma il gol continua a non arrivare.

Ancora protagonista Handanovic che stavolta nega la gioia a Babacar che batte in porta con una splendida rovesciata in area.

Finalmente in pieno recupero arriva il gol tanto cercato: ottimo il servizio di Eysseric per Simeone che finalmente batte Handanovic!! Sul gol del pareggio si scatena anche la gioia di Pioli.

Finisce in parità, con la Fiorentina che addirittura può recriminare per le tantissime occasioni sprecate che potevano portare alla vittoria.

 

La partita a modo mio

A distanza di un girone quella che si vede in campo oggi è ben altra Fiorentina. Finalmente squadra, capace di mettere sotto per tutti i 90 minuti anche l’Inter di Spalletti. I pareggi con Lazio, Napoli, Milan e Inter ci dicono che la Fiorentina è in grado di giocarsela con le Big del Campionato. Ma sono stati solo 4 punti. Perchè questa squadra è ancora incapace di concretizzare al meglio il tanto gioco che esprime. Simeone è alla sua settima rete personale e forse, in questo momento, di più non si può chiedergli. Babacar si dimostra ancora un ottimo elemento quando entra a partita in corso, a incapace di lasciare il segno quando gioca dall’inizio. Servirebbe forse un bomber per dare davvero la svolta, ma sarà difficile che già a gennaio possa arrivare qualcuno con queste caratteristiche. Oggi molto bene anche Benassi  oltre al sempre ottimo Chiesa. Passo indietro per Veretout che però ha “tirato la carretta” per tutto il girone d’andata e per questo forse merita un po’ di riposo. Adesso arriva la sosta, per Pioli una manna, per me forse nel momento meno opportuno. Perchè la squadra ha dimostrato anche oggi di avere ancora le pile ben cariche anche dal punto di vista fisico. Nel girone di ritorno servirà lasciare meno punti per strada con le “medio-piccole” per sperare di raggiungere quella che fino a poco tempo fa era un’insperata posizione in classifica per ambire all’Europa. Che qualche giocatore possa finalmente ritrovarsi (Benassi, Eysseric e lo stesso Thereau che il rientro dall’infortunio non è più riuscito ad essere incisivo). E magari un paio di buoni innesti a gennaio. Sarà ancora una volta chiedere troppo?

 

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Fiorentina-Milan 1-1: sintesi e highlights

Sintesi partita

Nell’ultima partita del 2017 nonchè ultima del girone d’andata la Fiorentina ospita il Milan. Derby tra deluse al Franchi. Il nuovo Milan dei cinesi, dopo aver speso oltre 200 milioni nel mercato con l’obbiettivo di vincere lo scudetto si ritrova invece naufragato a metà classifica, proprio come la Fiorentina seppure partita con ben altre ambizioni rispetto ai rossoneri.

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Tim Cup 2017/18: Lazio-Fiorentina 1-0. Tutti a casa.

Nella seconda partita di Coppa Italia (Quarti di finale) della stagione, dopo essere uscita vittoriosamente per 3-2 contro la Sampdoria grazie al rigore siglato in extremis da Veretout, la Fiorentina deve affrontare la Lazio all’Olimpico. Si gioca per la prima volta il 26 dicembre.

In Campionato l’incontro si è concluso in parità per 1-1 grazie al rigore siglato nell’over time da Babacar.

Per l’occasione Pioli lascia in panchina Badelj e Thereau, al loro posto Sanchez in mediana e Saponara con Chiesa a sostegno della punta Babacar preferito a Simeone. Ghiotta occasione per il senegalese per dimostrare al mister di poter contare su di lui dall’inizio dopo i gol segnati sempre da subentrato. Tra i pali confermato il “portiere di Coppa” Dragowsky al posto di Sportiello. Confermato in difesa il giovane Milenkovic al posto di Pezzella. Inzaghi invece manda in campo la miglior Lazio possibile con gli unici Immobile e Luis Alberto lasciati in panchina.

La Lazio parte subito forte, la Fiorentina è in affanno. Bastano solo 6 minuti ai biancocelesti per trovare il vantaggio: assist di Milinkovic-Savic (uno dei più grandi rammarichi della Fiorentina per il mancato arrivo in Viola) per Lulic, che ha il tempo di rientrare sul destro e battere abbastanza agevolmente un Dragowky incolpevole.

C’è tutto il tempo per rimediare ma la Fiorentina non è scesa in campo. Benassi e Saponara  vagano per il campo come “fantasmi” alla ricerca di sè stessi, la manovra viola è lenta e impacciata. Sanchez recupera palloni ma non è in grado di creare gioco.

La Lazio sfiora più volte il gol, ma si va al riposo col minimo vantaggio solo grazie ad alcune prodezze di Dragowsky (alla fine risulterà il migliore in campo per i gigliati, che la dice tutta sulla partita della Fiorentina).

Al rientro in campo Pioli sostituisce Benassi e Saponara (gravemente insufficiente la prova di entrambi) con Simeone ed Eysseric. Si prova con le due punte per aumentare il peso offensivo della squadra.

Ma servirà a ben poco, perchè la Fiorentina riuscirà ad impensierire la Lazio solo grazie ad un bel tiro del solito Chiesa che Strakosha tocca quel poco che basta per deviare il pallone in angolo.

Al ’73 Pioli prova a giocare anche la carta Gil Dias. Anche lui deludente.

Il risultato non cambia più, la Lazio passa il turno e la Fiorentina saluta l’unico vero obbiettivo della stagione.

 

La partita a modo mio

La sensazione è che la Fiorentina non credesse più di tanto alla possibilità di giocarsi fino in fondo questa competizione. Troppo rinunciatarie le scelte di Pioli per poter impensierire questa Lazio. C’è del resto da dire che troppo giocatori della Fiorentina stanno giocando sotto le loro vere (o presunte ) possibilità. Benassi quest’anno ha brillato solo per un paio di partite, Saponara resta un “oggetto misterioso”. Entrambi sono costati molti soldi e sono la delusione più grande di questa squadra. Babacar aveva l’occasione per smentire tutti e ancora una volta l’ha persa. Impalpabile, spesso assente. Come ogni volta che è stato chiamato a prendere per mano la squadra. Anche Eysseric, subentrato nel secondo tempo, continua a deludere. Quando è arrivato a Firenze aveva giurato di onorare la Gloriosa maglia numero 10 che aveva tanto voluto. Forse sarebbe il caso di fargli vedere qualche video di chi l’ha indossata qualche (troppi ormai) anni fa. Deludente anche la stagione di Gil Dias. Da lui ci si aspetta sempre una svolta che non arriva mai. I tifosi sono imbestialiti con Pioli per le scelte di formazione. Forse hanno anche ragione. Bisogna però tenere presente che la qualità della rosa di questa squadra è davvero esigua. Che sia stato un messaggio da parte dell’allenatore alla (sorda, in questo senso) Società? Uniche note positive della serata: la bella prestazione di Dragowsky, il ruolo tra i pali è forse l’unico ad essere, ad oggi, ben coperto. La conferma in difesa di Milenkovic e la solita “fame” di Federico Chiesa, l’unico a non arrendersi mai. Per il resto l’impressione (e non sol ormai quella) è che ci sarebbe ancora molto da lavorare per migliorare questa squadra. Ma ci vogliono le intenzioni. Quellle che a Firenze mancano ormai da troppo tempo.

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Cagliari-Fiorentina 0-1: sintesi e highlights

Sintesi partita

Nella gara prenatalizia la Fiorentina è ospite del Cagliari al Sardegna Arena. Dopo il brutto pareggio interno a reti inviolate contro il Genoa, la Fiorentina è chiamata a cercare i 3 punti in casa Cagliari.

La squadra di Lopez è reduce dalla ottima prestazione in casa della Roma, con la sconfitta arrivata soltanto a tempo abbondantemente scaduto.

A differenza della partita con i liguri, la Fiorentina con il 3-5-2 parte subito forte, detta i tempi del match e arriva al tiro in più di un’occasione. Il Cagliari sembra stordito e non riesce a trovare le forze per reagire. Badelj è padrone del centrocampo, recupera tantissimi palloni e detta i tempi della manovra viola. Fiorentina che si presenta al tiro ma sempre in maniera imprecisa, manca sempre qualcosa negli ultimi metri. Il Cagliari da parte sua non impensierisce mai la retroguardia viola. Da segnalare l’ottima prestazione della retroguardia viola con in campo oggi Milenkovic al posto dell’infortunato Pezzella che gioca una partita di grande livello tecnico. Il ragazzo è un bel patrimonio per Stefano Pioli che finora non lo aveva sfruttato molto.

Chiesa è il mattatore della serata, corre come un dannato e prova il tiro da tutte le posizioni, senza fortuna. Impossibile per Padoin contenere il “folletto” viola.

Simeone ha però l’occasione più netta per segnare di testa, ma Cragno con un ottimo intervento gli nega la gioia del gol. Il primo tempo si chiude con la formazione di Pioli a “dettar legge” sul campo del Cagliari con i sardi incapaci della minima reazione.

Nella ripresa Lopez prova a cambiare il Cagliari con gli inserimenti di Farias e Faragò. Il Cagliari sembra in effetti più vivace rispetto al primo tempo, ma Sportielllo non corre mai seri pericoli. Ancora un’occasione nitida per la Fiorentina: Thereau trova la testa di Badelj in area che però colpisce senza trovare la porta.

E’ l’ultima giocata del francese, l’unico forse insufficiente nella Fiorentina e che non trova il gol dal 22 ottobre. Al suo posto entra Babacar ad affiancare Simeone per cercare il gol che sblocchi la partita.

Chiesa è incontenibile per la difesa rossoblu e in uno dei suoi affondi mette il pallone in area, velo del Cholito ed errore di Andreolli che mettono il pallone sui piedi di Baba che da due passi batte con facilità Cragno.

Fiorentina in vantaggio! E’ la fine di un incubo dopo due partite senza aver segnato.

Nel finale il Cagliari rimane in 10 per l’espulsione diretta di Joao Pedro decretata dall’arbitro per un “pestone” a Chiesa a gioco fermo, dopo aver consultato il Var.

Finisce con l’importantissima vittoria gigliata per uno splendido Natale!

 

La partita a modo mio

Servivano i 3 punti, a tutti i costi. Il Cagliari, nonostante la posizione non eccezionale in calssifica, poteva fare paura. Anche perchè reduce da una ottima prestazione contro la Roma. Ottima la scelta di Pioli di provare finalmente con la difesa a 3 (e bravissimi dietro sia Vitor Hugo nonostante un paio di incertezze e soprattutto il giovane Milenkovic che non ha fatto rimpiangere l’assente Pezzella). La Fiorentina oggi ha giocato una ottima partita. Certo va detto che il Cagliari davanti non ha i mezzi per far paura, ma il centrocampo Viola oggi ha dato grande prova di carattere.  Purtroppo la Fiorentina manca negli ultimi metri, con il “Cholito” Simeone che non riesce a trovare i gol necessari alla causa viola. Pessima prestazione di Thereau, di gran lunga il peggiore in capo. Dopo l’infortunio il francese non è più riuscito a fare la differenza. Nota di merito, tanto per cambiare, per Federico Chiesa: è lui il vero leader di questa squadra, instancabile mattatore. Forse un po’ troppo egoista in un paio di circostanze, quando poteva mandare a rete i compagni e ha preferito fare tutto da solo finendo per sciupare tutto. I rimproveri dei compagni e le occhiate fulminee di Pioli gli serviranno per crescere ancora. Bene anche Babacar che ancora una volta entra in campo e risolve la partita. Pioli non è ancora pienamente soddisfatto di lui perchè il senegalese talvolta si dimostra appagato prima del tempo.  In definitiva una vittoria importantissima che lancia la Fiorentina al settimo posto in classifica vicinissima alla Sampdoria, pur aspettando i risultati delle altre squadre. Per un Natale tutto Viola in attesa della partita “secca” di Coppa Italia in casa Lazio del 26 dicembre.

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Fiorentina-Genoa 0-0: sintesi e highlights

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In questa giornata di campionato si presenta per la Fiorentina una ghiotta occasione per risalire in classifica e dare conferma dopo l’ottimo pareggio di Napoli.

Al Franchi arriva il Genoa dell’ex Pepito Rossi (in tribuna). La compagine di Ballardini naviga a bassa quota in classifica ed è l’occasione giusta per il rilancio Viola.

E’ invece il Genoa ad iniziare la partita con l’intensità che ci si aspetterebbe dai argazzi di Pioli: Biraghi fatica a contenere Rosi sulla fascia e il marocchino Taarabt salta sistematicametne l’avversario e arriva a calciare pericolosamente in porta.

La Fiorentina esce fuori alla distanza grazie soprattutto alle sfuriate offensive del solito Federico Chiesa.

Primo tempo che si chiude comunque sullo 0-0 con una Fiorentina non all’altezza delle aspettative. Nella ripresa inizia il monologo Viola. Ma Simeone oggi è particolarmente “spuntato” e sbaglia prima coi piedi poi con la testa.

Nel finale Veretout cerca fortuna dalla distanza ma non trova il gol. Il Genoa si è difeso per tutto il secondo tempo in maniera piuttosto ordinata, la Fiorentina nonostante la superiorità territoriale non trova la giocata buona per sbloccarla.

 

La partita a modo mio

Ancora una ghiotta occasione per la squadra di Pioli persa in malo modo. Soprattutto nel primo tempo è inspiegabile l’atteggiamento rinunciatario della Fiorentina, col Genoa che rischia addirittura di passare in vantaggio. Molto meglio la Fiorentina nella ripresa, ma il forcing non porta alcun esito, complice anche una giornata decisamente “no” di Simeone che sbaglia tutto il possibile. Sembra una maledizione della stagione, dopo gli ottimi pareggi esterni contro Lazio e Napoli e la vittoria netta col Sassuolo, la Fiorentina non riesce a dare la “zampata” decisiva per allungare in campionato e iniziare a dare un senso alla stagione.

 

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Napoli-Fiorentina 0-0: sintesi e highlights

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Dopo il buon punto strappato alla Lazio in trasferta e la rassicurante vittoria con il Sassuolo in casa, per la Fiorentina si presenta un’altra domenica difficile. Al San Paolo il Napoli di Sarri aspetta gli uomini di Pioli per tornare a vincere dopo la sconfitta interna con la Juventus e tornare in testa alla classifica.

La Fiorentina sembra la “vittima sacrificale” da parte di tutti gli organi di stampa sportivi nazionali. Troppo forte questo Napoli per la “piccola” Fiorentina di Stefano Pioli. Forse.

Ore 15, le squadre scendono in campo. Effettivamente già nei primi minuti la partita sembra segnata, con il Napoli che mette sotto assedio la Fiorentina nella propria metà campo. Ma la difesa Viola regge gli attacchi con un ordine a cui non eravamo più abituati.

Col passare dei minuti il Napoli perde coraggio e brillantezza anche perchè la Fiorentina comincia ad uscire dalla propria metà campo e a mettere paura al Napoli.

Simeone trova perfino il gol che viene però annullato per un fuorigioco piuttosto evidente. Ma questo basta per far vedere i “fantasmi” ai partenopei che cominciano a temere la Fiorentina.

Il primo tempo si chiude a parti rovesciate, con gli uomini in maglia viola che mettono “alle corde” il Napoli e sfiorano per ben due volta il vantaggio con Simeone nel giro di due minuti.

Una Fiorentina da applausi nel primo tempo che sorprende perfino il Napoli.

La ripresa vede ancora la Fiorentina che con carattere mette pensieri all’estremo difensore del Napoli Pepe Reina. Poi la partita comincia a pedere d’intensità. il Napoli prova a trovare il gol del vantaggio ma ci pensa Sportiello a salvare la porta da due occasioni nitide per gli uomini di Sarri.

Al 67′ Pioli toglie Thereau, autore di un’altra prova di carattere, al suo posto Sanchez. Dopo pochi minuti viene sostituito anche Chiesa con Gil Dias e le velleità offensive della Fiorentina si spengono. Negli ultimi minuti il Napoli ci prova in tutte le maniere ma la difesa Viola regge l’impatto alla grande.

Finisce 0-0, un punto preziosissimo e su cui forse nessuno avrebbe mai scommesso.

 

La partita a modo mio

Un paio di settimane fa, pensando alle due trasferte di Roma con la Lazio e di Napoli ci venivano i brividi. Troppo “leggera” la squadra per poter reggere il confronto con le due corrazzate. Pioli predicava pazienza, vedeva la squadra in crescita anche quando forse la vedeva così solo lui. E bisogna avere l’umiltà di dargli ragione. Con la Lazio abbiamo sofferto molto, è vero, ma la squadra non si è mai disunita ed ha cercato il pareggio fino alla fine. Trovandolo su rigore. Col Sassuolo si è vista una bella Fiorentina che ha schiacciato gli emiliani per tutta la partita. Vincendo con un risultato netto e mai messo in discussione. Col Napoli si è vista una ulteriore crescita. La difesa finalmente più solida e i “ragazzini terribili” Simeone e Chiesa capaci di mettere finalmente paura a chiunque, sotto la guida della “chioccia” Thereau. Una difesa finalmente più solida che ha preso solo 1 gol nelle ultime 3 partite, un portiere che finalmente regala sicurezza e un centrocampo capace di buone giocae anche se ancora troppo incostante. Pioli, nel dopopartita, ha detto che la squadra ha ancora margini di crescita. E allora possiamo davvero aspettarci un nuovo inizio di Campionato per la Fiorentina.

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Contestare oggi: a cosa serve?

La Fiorentina è appena uscita sconfitta 2-4 contro una Roma che al Franchi si dimostra nettamente superiore ai Viola, nonostante un primo tempo giocato (quasi) alla pari con i giallorossi.

Ma alla fine i valori in campo escono fuori e il risultato è che non c’è storia. Tra Roma e Fiorentina c’è ormai un divario tecnico troppo evidente. I giallorossi hanno un monte ingaggi 3 volte superiore a quello della Fiorentina (dove il giocatore più pagato è Babacar che non gioca nemmeno titolare). Ti può andare bene una volta,  ma alla lunga in 10 anni almeno 9 arrivi dietro a una squadra che ha un complesso tecnico così superiore.

Non possiamo competere con Juventus, Napoli, Roma, Inter, Milan.. per i soliti discorsi sulle possibilità economiche e i famigerati diritti TV? D’accordo. La nostra dimensione è l’Europa League? D’accordo. Ma oggi la Sampdoria (sesta in classifica) si trova a 7 punti sopra di noi.

Capisco la rabbia dei tifosi. E’ la stessa che abbiamo tutti. La rabbia nel vedere la Fiorentina ridotta a lottare per… il nulla, fa male a tutti.

Ma contestare oggi a cosa servirebbe? Alla fine di una campagna acquisti considerata più una “scommessa al buio” che un vero rafforzamento (considerati poi gli elementi partiti e quelli arrivati per sostituirli..) sono stati sottoscritti oltre 17.000 abbonamenti. Considerando, oltretutto, che sono stati spesi ben 70 milioni (70!!!) per costruire una squadra che ad oggi si trova 7 punti sotto ad una Sampdoria che ne ha spesi molti meno e che ha pure una partita in meno (seppure da giocare contro la Roma) e nel “limbo” della metà classifica.

La Maglia Viola si ama e si segue sempre, quindi non contesto chi ha fatto la scelta di fare l’abbonamento sottoscrivendo, di fatto, la fiducia alla squadra. E di riflesso a Società e dirigenza visto che i soldi li intascano loro.

Nessuno può sapere quale sarà il futuro prossimo, se resteranno i Della Valle, se venderanno, se rilanceranno un “Progetto” mai definitivamente decollato ma tanto declamato nei primi anni del loro arrivo a Firenze.

Ma oggi, oggi, contestare i Della Valle e Corvino non ha alcun senso. I giochi, per quest’anno, sono già fatti. E hanno vinto loro. Punto.

I clienti, come loro ci chiamano, hanno soltanto un modo per contestare una “attività commerciale”: evitare di entrarci. Fa male, certo, fa maledettamente male.

Ma comprare in un negozio della merce che sappiamo essere marcia e poi lamentarci, mi sembra quantomeno sciocco. Se decidiamo di comprarla e siamo liberissimi di farlo, poi è inutile lamentarci di quello che ci hanno rifilato.

Io sono per sostenere la squadra, come già detto, per tutto l’anno. Sperando che non finisca troppo male e cercando di limitare i danni il più possibile. Poi arriverà maggio e dopo i Mondiali si ricomincerà a parlare della prossima stagione.

Sapremo se la Proprietà della Fiorentina saranno ancora i Della Valle, se il DS sarà ancora Corvino ( i contratti firmati nel calcio valgono poco) e allora avremo ancora il modo di fare la nostra scelta: comprare ancora in quel negozio (senza poi lamentarci) oppure restare in attesa che quel negozio che tanto amiamo decida di “venderci merce” più apprezzabile, più degna della nostra Storia.

 

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Le statistiche di Benevento-Fiorentina

  • Nessun precedente tra queste due squadre in Serie A: la Fiorentina ha vinto solo 19 delle 79 trasferte contro squadre campane in campionato (25N, 35P).
  • La Fiorentina ha vinto solo due delle ultime 12 partite esterne di campionato: entrambe queste vittorie però sono arrivate proprio contro squadre neopromosse.
  • Zero punti per il Benevento: solo il Venezia 1949/50 era rimasta a secco dopo le prime otto di Serie A – nella competizione non è mai successo che una squadra perdesse tutte le prime nove partite iniziali.
  • Il Benevento inoltre non ha trovato la rete in sei delle otto partite finora giocate di Serie A, record negativo in questo campionato.
  • La Fiorentina ha vinto solamente una delle ultime otto trasferte di campionato.
  • Il Benevento ha la peggior percentuale realizzativa dei maggiori cinque campionati europei (2.4%): infatti solo due degli 85 tiri (esclusi respinti) tentati dai giallorossi sono finiti in rete.
  • La Fiorentina è la squadra che ha subito più reti di testa in questa Serie A (quattro reti) – tutte queste però sono arrivate in partite casalinghe.
  • Pietro Iemmello ha segnato l’unica volta che ha affrontato in Serie A la Fiorentina in un match casalingo (maggio 2017 con il Sassuolo).
  • Cyril Théréau, prima di questa stagione, non aveva mai segnato cinque gol nelle prime otto giornate di campionato.
  • Giovanni Simeone è il giocatore che ha effettuato più tiri di testa in questa Serie A (10): uno dei suoi due gol in questo campionato è arrivato con questo fondamentale.
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QFR lancia il Patto per la Maglia

“Sette punti in sette partite”.

Non è il titolo di un “remake” del famoso film di Stanley Donen del 1954 (Sette spose per sette fratelli) ma la realtà della nostra Fiorentina.

Solo due vittorie, un pareggio e quattro sconfitte nelle prime sette giornate di Campionato, solo un’altra volta la squadra Viola era riuscita a fare peggio nell’era Della Valle (2010/2011 5 punti nelle prime 7 giornate, penultimo posto in classifica).

Una Società volutamente assente, che un giorno comunica la volontà di vendere e il giorno dopo rafforza la propria.. assenza. Uno Staff dirigenziale, partendo proprio dal Direttore Sportivo, che pare lavorare in “autogestione“, con l’unico obiettivo dichiarato di “abbassare i costi di gestione“. Risultato: una squadra costruita “all’ultimo tuffo” in maniera indecifrabile, giocatori fin troppo giovani molti dei quali alla prima esperienza nel nostro campionato ( o vere e proprie scommesse ) che però, fin da subito, hanno evidenziato una qualità, che se finora non ha permesso di vincere molte partite, ha permesso loro di avere la fiducia dei Tifosi Viola: corrono, sudano, si dannano l’anima nel rispetto della Maglia che indossano!!

Basta per vincere un campionato? Purtroppo no, neanche per farne uno dignitoso.

Ma è un buon punto di partenza, se consideriamo, senza bisogno di fare nomi, tanti giocatori anche di “classe” che questa Maglia Viola, in tanti anni, hanno tradito o non hanno comunque rispettato.

C’era una volta (e c’è ancora) il famoso Cuore Granata. Che si traduce nell’Orgoglio di un giocatore di vestire la Maglia del glorioso Torino. Di “morire”, calcisticamente parlando, per questa.

I nostri ragazzi non sono ancora dei Campioni, forse qualcuno lo diventerà, forse tutti, forse nessuno. Questo, ad oggi, non è dato saperlo ai Tifosi Viola.

GIà, i Tifosi Viola. I “clienti”, come qualche “mercante” ama definire. E loro? Loro soffrono. Da sempre. Predestinati alla nascita. Non c’è nulla da fare. Loro hanno subìto furti calcistici dall’ “Età della Pietra calcistica” (forse non tutti sanno che la prima “beffa”, chiamamiamola così, arrivò in una partita contro un fortissimo Genova che la Fiorentina vinceva fino al ’87 e che poi finì per perdere a causa di un gol in netto fuorigioco e un altro di mano, era il 21 ottobre 1928!!!). Hanno subito l’umiliazione di un fallimento, con conseguente retrocessione in C2 e addirittura (ironia della sorte) una condanna per illecito sportivo con Calciopoli, proprio a noi che da sempre i torti li abbiamo subìti, mai perpetrati.

Loro, i Tifosi appunto, potrebbero rassegnarsi, disamorarsi, allontanarsi dal Calcio come sta succedendo, del resto, a tutti i tifosi del campionato italiano. I dati ci dicono che perfino la “regular season” americana ha ormai più spettatori di media allo stadio rispetto all’Italia, con una media di oltre 21.692 spettatori (per Crotone-Genoa della attuale stagione c’erano allo stadio 821 spettatori…). Bundesliga e Premier League sono ai primi posti, quelli dove fino a qualche anno fa c’era l’Italia. Terzo posto per la Liga spagnola, quarto per il campionato messicano e quinto per quello cinese  Ma anche quest’anno, sono in 17.000 ad aver dato fiducia ad una squadra “a scatola chiusa”. Perchè Tifosi Viola si nasce. E si muore.

Perchè loro ci sono. Sempre. In Serie A come in Serie C2. Perchè “Quando in campo il Bianco Viola scenderà, noi saremo sempre quà, noi saremo sempre là…” si canta…. ma anche si fa!!! A Firenze come nel paesino più sperduto della Siberia.

I ragazzi, intesi come squadra, quest’anno sembrano averlo capito. E lottano. Ci provano. Non mollano. Almeno questo è quello visto finora. Sentono il “peso” della Maglia Viola addosso. Sbagliano e chiedono scusa. Umilmente. E allora meritano il nostro appoggio. Perchè anche loro, come noi, sono soli. Ricchi, per carità, non entriamo nel concetto del “tanto loro sono miliardari” perchè allora chiudiamo “baracca e burattini” e la domenica andiamo al cinema.

Firma la petizione da consegnare al Capitano della Fiorentina Davide Astori

 

Perchè il Patto per la Maglia

Il Quando Facundo Roncaglia, attraverso la sua Pagina Facebook, ha lanciato l’idea ai propri sostenitori. Un’idea perfino scontata, ma non per questo meno importante. I Facundo Boys hanno risposto, come sempre, positivamente. L’idea è quella di creare un Patto per la Maglia, valido per tutta la stagione 2017/18, almeno fin quando vedremo i giocatori battersi come stanno facendo finora. Il Patto consiste nel supportare la squadra sempre e comunque, che vinca o che perda, fino all’ultimo nanosecondo dell’ultima partita di campionato.

Scontato? Certo, dovrebbe. Eppure basta un errore in campo di un giocatore (che poi ha perfino l’umiltà di chiedere scusa, cosa rara….), l’ingresso in campo di uno invece che di un altro, una giocata sbagliata o un tiro “sbilenco” per scatenare una sventagliata di critiche “da tastiera” a giocatori e perfino (di già) all’allenatore. A cui tutto si può dire meno che non abbia rispetto per la Maglia, fosse solo per gli anni in cui l’ha dignitosamente indossata da calciatore. Eppure c’è già chi lo critica, chi dice che è un perdente.

E’ vero che alcuni tifosi ci hanno anche detto che non dovrebbe servire un Patto del genere, ma è anche vero che i fatti sembrano invece dire il contrario.

Per questo motivo abbiamo deciso di far diventare il “Patto per la Maglia” una petizione, una raccolta di “firme” virtuali, da consegnare alla squadra, una volta raggiunto, se raggiunto, un numero consistente, attraverso il Capitano Davide Astori.

Vogliamo far sentire ai giocatori che noi ci siamo, come sempre, forse di più.

Per loro, per la Maglia.

Per nessun altro.

Firma la petizione da consegnare al Capitano della Fiorentina Davide Astori

 

Ecco il Patto per la Maglia

Noi Facundo Boys e tutti i Tifosi Viola che vorranno condividerlo con noi, promettiamo a voi giocatori che scendete in campo con la Gloriosa Maglia della Fiorentina, di sostenervi fino all’ultimo secondo di ogni partita, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita del campionato 2017/2018, che si vinca o che si perda, senza criticare i vostri errori, incondizionatamente. Dallo stadio, come da dietro uno schermo o davanti a una tastiera. A patto che da parte vostra ci sia Orgoglio, Onore e Rispetto  per la Maglia che indossate e che fu di Gloriosi giocatori Viola prima di voi. Per questo chiediamo da parte vostra di lottare senza soluzione di continuità fino all’ultimo secondo di ogni partita, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita di campionato, che si vinca o che si perda, con la serenità di sapere che noi ci siamo.  Nell’ora di sconforto e di vittoria.

Firma la petizione da consegnare al Capitano della Fiorentina Davide Astori

 

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Un VAR che non.. VA!!

Doverosa premessa: se invece di parlare di calcio stessimo parlando di pugilato, il punto portato a casa da Fiorentina e Atalanta starebbe certamente più stretto ai bergamaschi. Perchè ai punti, inutile negarlo, avrebbero vinto loro. Troppo spenta questa Fiorentina per competere, almeno sul piano del gioco, con la squadra di Gasperini. Che l’Atalanta fosse un avversario tosto, alla luce della passata stagione e delle prestazioni in questa, considerando anche gli exploit in Europa League (chiedere all’Everton), era fin troppo facile da preventivare.

Ma siccome Chiesa e compagni non indossano i guantoni, al limite un paio di guanti in inverno, ecco che dobbiamo soffermarci a valutare altri punti.

La Fiorentina non ha giocato una bella partita e su questo siamo tutti d’accordo. Ha avuto il merito di andare in vantaggio, con un gol bellissimo tra l’altro del Federico viola, ma è stata anche salvata in più di un’occasione da uno Sportiello in grande spolvero.

L’Atalanta ci ha messo “alle corde”, rimanendo in tema pugilistico, per gran parte della partita. E alla fine, a quel maledetto minuto 94, davvero tutti pensavamo che fosse fatta. Tre punti che avrebbero sollevato il morale di questi ragazzi dopo un inizio di campionato tutt’altro che facile. Ma nessuno aveva fatto i conti con Freuer, che vede quel pallone piombargli tra i piedi al limite dell’area e calcia con la rabbia di chi non ha più nulla da perdere: 1-1 e tutti a casa.

Niente su cui discutere, se non fosse che le partite di calcio quasi sempre si risolvono su episodi. E la Fiorentina, su certi episodi, ha davvero da recriminare.

Arbitra Pairetto, figlio d’arte. E che la giornata del fischietto torinese non fosse delle più felici si era già capito per un paio di fuorigioco più o meno evidenti non fischiati all’Atalanta che hanno rischiato di portarli al gol. Ma l’uomo in giallo riesce a superarsi.  Prima concede un rigore agli undici di Gasperini piuttosto dubbio (minuto 62), che però San Sportiello riesce a parare: a Firenze si dice “San Giovanni non vuole inganni“.

Ma il povero San Giovanni, almeno in questa occasione, dovrà mettersi l’animo in pace. Perchè di “inganni” a danno della Fiorentina ne arriveranno almeno altri due: uno su Astori (minuto 77), l’altro su Gil Dias (minuto 86). Netti. Chiari come il sole.

Talmente chiari che lo stesso Graziano Cesari, a Premium Sport, si dice allibito per come sia stata utilizzato il Var, commentando così gli episodi contestati: “Manca un rigore per la Fiorentina, per una trattenuta prolungata di Spinazzola su Astori in occasione di un corner. E poi c’è un rigore nettissimo su Gil Dias, per fallo di Berisha. Nella prima occasione per il rigore dell’Atalanta c’è stato un colloquio tra il Var e Pairetto. Sugli altri due episodi non c’è traccia di collaborazione”.

Al momento di commentare la decisione di usare il Var in Italia a partire da questo campionato, il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi disse che “si tratterà di un vero supporto per per dirimere situazioni controverse e dubbie legate ai casi di gol che potrebbero essere viziati da irregolarità, rigori dubbi…“.

Si, rigori dubbi. Forse è proprio questo il punto, riflettendoci mi appare più chiaro!!

Che sciocco non averlo capito prima. Eppure Nicchi era stato così chiaro: “rigori dubbi”!! Troppo lampanti, in effetti, quelli negati alla Fiorentina, per essere concessi con l’uso del Var.

Tutto molto chiaro. Come le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gasperini a fine gara: “La Fiorentina lamenta degli errori arbitrali? Non lo so, ma dico solo che per attaccarsi all’arbitro dopo una partita del genere ci vuole un bel coraggio“.

Giusto, il coraggio di ammettere una verità che per un ex juventino è sempre difficile da fare.

 

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L’unicità di essere Fiorentini

Essere Fiorentini. Essere Tifosi Viola.

Avere la fortuna di essere nato a Firenze, quindi di essere a tutti gli effetti fiorentino, implica di avere nel proprio DNA una caratteristica che difficilmente si riscontra in qualsiasi altro abitante del Pianeta Terra. Caratteristica che si amplifica ancor più se, associato all’essere fiorentino, c’è anche il fatto di essere un Tifoso Viola.

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