C’era un uomo, toscano, allenatore di calcio, libero, che aspettava una chiamata della Fiorentina, mai arrivata. Non stiamo parlando di Maurizio Sarri, ma di un allenatore che sarebbe stato forse una grande scommessa, ma che di certo avrebbe portato idee di calcio, di vero calcio, in una città che di vero calcio non ne vede da tempo.
Si chiama Francesco Farioli da Barga ed è diventato “O rei de Portugal” , il “re del Portogallo” da quando ha preso in mano il suo Porto: 8 partite tra campionato ed Europa League, 8 vittorie, 16 gol fatti, 1 gol subito (su autogol). Ha vinto anche in casa dello Sporting Lisbona ed oggi è saldamente in testa al campionato portoghese.
Una sqaudra che si diverte e che fa divertire il suo pubblico, tutto l’opposto della povera Fiorentina di Stefano Pioli, i cui numeri, confrontati con quelli di Farioli di Barga, sono impietosi.
“Quando l’Ajax volava all’inizio dello scorso aprile“, ha raccontato il tecnico al Corriere dello Sport, le squadre che lo volevano erano tante: “Il telefono non smetteva di squillare, potrei scegliere fra Premier, Serie A, Liga, e parlo di club qualificati alle coppe. Perfino l’Arabia Saudita”. Poi, Groningen: “Il tracollo in campionato ha tolto il mio numero dalle agende, qualche sondaggio in Italia da parte di piccoli club, ma niente di concreto”
Farioli da Barga era a disposizione, ma il suo finale di stagione all’Ajax, evidentemente, ha fatto paura anche a Pradè. Che ha scelto di mettere sotto contratto triennale, a tre milioni a stagione, Stefano Pioli. Dimostrando, ancora una volta, di fare scelte diverse da quelle di calcio.

