I tifosi viola, o almeno la maggior parte di questi, chiede la sua “testa” senza soluzione di appello. I cori al fischio finale del match contro il Torino sono eloquenti, la (poca) pazienza è (già) finita.
Io non credo, però, che Paratici stia minimamente pensando all’esonero, almeno non in questo momento. La sua scelta è stata chiara fin da subito, per poterla mettere in discussione dopo solo tre partite, per quanto pessime siano state.
Certo, il suo tempo sulla panchina della Fiorentina non è, attualmente, neanche più indefinito. Servirà una svolta e servirà veloce. Le prossime tre partite ci diranno molto, se non tutto, del futuro di Grosso sulla panchina viola.
Mi sembra palese che con 3 sconfitte nelle prossime 3 partite prima della lunga sosta (2 settimane), considerando i match contro Venezia e Napoli in campionato oltre al Pisa in Coppa Italia, il futuro del Campione del Mondo sia inesorabilmente segnato.
Ma non credo sia solo una questione di punti. Per assurdo potrebbe restare anche in caso di 3 sconfitte, a patto che si veda una Fiorentina totalmente diversa, che gioca a calcio, che ha coraggio e carattere, una identità riconoscibile.
Perché anche nel perdere c’è modo e modo e quello di farlo senza nemmeno giocare a calcio, è senza dubbio il peggiore.
