Paolo Vanoli è tornato alla Fiorentina, dopo solo 3 mesi dal suo addio, ma in maglio viola ritroverà pochissimi dei giocatori della rosa con cui ha lavorato nella passata stagione.
In particolare ritroverà De Gea, Dodò, Ranieri, Pongracic, Ndour, Brescianini e Fagioli. Alcuni dei quali erano stati considerati da Grosso come seconde scelte (Ranieri e Pongracic), con qualcuno addirittura rimasto solo perché non aveva mercato (Brescianini e soprattutto Dodò).
Adesso si rimescolano le carte, con le gerarchie che potrebbero cambiare, soprattutto per il fatto che appare naturale come un allenatore appena tornato, in vista di una partita già molto delicata come quella di Venezia, abbia il diritto di ripartire dalle proprie certezze.
Ecco che sia immaginabile pensare di rivedere in campo la coppia di centrali Pongracic e Ranieri, cercando di dare una prima stabilità ad una difesa che ha fatto acqua da tutte le parti. Co De Gea ovviamente tra i pali.
Si può ipotizzare anche un ritorno all’utilizzo di Dodò sulla destra, sopratutto in considerazione del fatto che nè Joao Mario nè Jimenez, finora, hanno fatto vedere cose molto migliori del terzino brasiliano.
Gli altri punti di riferimento potranno essere a centrocampo, con l’utilizzo di Ndour e soprattutto di Fagioli, cercando di riportarlo ai fasti della passata stagione sfruttando anche la momentanea indisponibilità di Oulai.
Da capire le scelte in attacco, considerando che anche Njie è un giocatore molto conosciuto al tecnico varesino, visto che è stato proprio lui a lanciarlo a Torino due anni fa. Potrebbe ripartire da lui a sinistra, con Mastantuono a destra e uno tra Beto e Pellegrino in attacco. Probabile che si voglia premiare il ritorno al gol dell’argentino nella partita coi granata, soprattutto se si vorranno sfruttare i cross in area di Dodò e Valdepenas.
Con Beto che potrebbe subentrare a partita in corso cambiando il modo di attaccare.
Anche sul modulo c’è da sbizzarrirsi, visto che Vanoli potrà divertirsi a sperimentare un 4-1-4-1 per passare, in futuro, al 4-4-3 o al 3-5-2. Gli elementi ci sono, la qualità anche. Manca solo quella sicurezza e quella esperienza che si spera possa portare proprio il nuovo tecnico.
