Ci risiamo. Dopo due anni esatti, la Fiorentina si ritrova nella stessa identica situazione di 12 mesi fa esatti. Penultimo posto in classifica (in comproprietà con Parma e Udinese) e, soprattutto, 21 gol subiti in sole 9 partite, a dimostrazione di una fase difensiva (non solo della difesa come reparto) raccapricciante.
Viaggiando ad una media di 2 gol presi a partita diventa molto difficile vincerne una, non a caso di vittorie ne è arrivata una sola a Venezia. E quello che una volta si chiamava “effetto Franchi”, anche ieri stracolmo di tifosi ad incitare la squadra, non esiste più, visto che lo stadio di Firenze è diventato terra di conquista da parte di tutte le squadre avversarie.
Ieri contro l’Atalanta è arrivato un timido pareggio, con l’ennesima rimonta subìta dopo che i viola erano riusciti addirittura a ribaltare il vantaggio iniziale degli orobici.
Un punticino che muove la classifica ma che non cambi gli equilibri di questo ennesimo, deludente, campionato gigliato.
Con l’arrivo di Vanoli a Firenze si erano riaccese le speranze, anche perchè era arrivata subito la vittoria di Venezia, quella in Coppa Italia contro il Pisa, poi il pareggio interno contro il Napoli. Da allora, solo un punto (ieri) in 4 partite.
Eppure l’ex tecnico di Napoli e Venezia aveva definito questa rosa come “affascinante e capace di far sognare“, al suo arrivo al Viola Park. Che è successo? Ha preso una cantonata pure lui?
Al momento non ci è dato sapere se abbia cambiato idea, del resto continua a decantare le qualità dei suoi giocatori ad ogni intervista (ma non potrebbe fare altrimenti) salvo schierare in campo gran parte della squadra della passata stagione, quella che appunto aveva sofferto quasi fino alla fine del campionato.
Da quando ha (ri)preso la Fiorentina, infatti, hanno ritrovato un posto in squadra giocatori come Fagioli, come Ranieri, come Brescianini, perfino Dodò. Ma spesso e volentieri sono stati lasciati in panchina i nuovi acquisti, gente come Oulai pagato 30 milioni o come Pedro Goncalves, puro talento portoghese riconosciuto dallo stesso tecnico, ma che ieri è stato messo in campo al 90′. Quasi una umiliazione.
Certo, ieri ha avuto il merito di rispolverare un Joao Mario che era già dato come fuori dal progetto viola, invece ha fatto abbondantemente il suo, portando anche alla segnatura del momentaneo 2-1. E meno male che Ranieri è infortunato, altrimenti avremmo probabilmente rivisto il solito schema con l’italiano a centro area e il “povero” Viery ad arrabattarsi sulla fascia sinistra, dove abbiamo visto non poter reggere.
L’impressione dei tifosi è che ancora non abbia per niente chiaro quale sia la sua formazione tipo, visto che sta facendo ancora esperimenti. Per carità, in una squadra così giovane ci sta benissimo che nessuno dei vari Valdepenas, Njie e compagnia bella, possano avere ancora un posto da titolare inamovibile.
Ma la partita di ieri contro i bergamaschi ci ha dato l’impressione che di Oulai non si possa fare a meno, che Fagioli non può giocare davanti alla difesa (meglio come mezz’ala come schierato in Nazionale), che Jimenez sulla desta, insieme a Mastantuono, sono inamovibili e, soprattutto, che Pedro Goncalves merita spazio per dimostrare, eventualmente, il suo valore tecnico. Perché che ora non sia in forma non ci crede più nessuno.
Ovviamente, aspettando Atta.

