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La Fiorentina non è salva, purtroppo i punti che mancano sono ancora diversi e, in arrivo a Firenze, c’è l’Inter. Ma le considerazioni che si possono fare dopo l’ampia vittoria di Cremona sono ampiamente positive, sia per l’attuale classifica (i viola sono ora a +4 dalla retrocessione e con 4 squadre dietro) quanto per il segnale arrivato, finalmente, dalla squadra.

Quando la testa gira, questa squadra dimostra di avere qualità fuori dal normale, qualità che, non a caso, la collocherebbero in ben altra posizione in classifica dall’arrivo di Vanoli.

Ieri tutto ha funzionato, testa e gambe, sembrava una squadra completamente diversa da quella massacrata ad Udine e incapace di tirare in porta col Parma. Calcio, vero calcio, gol e qualità, nella notte viola dello Zini. Forse determinati da quel primo gol liberatorio di Parisi, che deve aver scacciato ansie e paure. E quando la Fiorentina è convinta di poter vincere, di solito lo fa.

Adesso arriva l’Inter, ma prima c’è la Conference. Già, la Conference, quella “inutile” competizione che molti avrebbero voluto lasciare già da molto tempo, perché c’era da pensare alla salvezza. Non parliamo solo di tifosi, ma anche di molti “addetti ai lavori”. Senza dirvi a quali “lavori” sarebbero addetti…

Sarebbe stato un errore, noi lo abbiamo sempre detto. Per vari motivi.

Il primo è perché una competizione europea, seppur la “Cenerentola” di quelle in essere, non si “butta” mai via. Secondo perché permetteva e permette di incontrare squadre alla portata di mano e, lo si è visto, vincere aiuta a vincere. Terzo perché resta un obiettivo, vivo, in questa indecorosa stagione viola.

A dire il vero la nostra speranza era quella di uscire dalle “acque malsane” della classifica… un po’ prima. Ma tant’è, anche se ci saranno ancora partite importantissime per la salvezza, la Conference è da rispettare. E, perché no, da cercare di vincere.

Magari è proprio questo maledetto in Serie A, quello buono per un trofeo, mai così inaspettato.

Per questo motivo, testa alla Polonia, c’è un ritorno da giocare in una bolgia, un vantaggio, seppur minimo, da difendere. Perché in un anno così complicato, con una squadra così nevrastenica, può essere d’orgoglio sapere di essere una delle uniche due squadre italiane ancora in Europa, visto che una tra Bologna e Roma, in Europa League, uscirà, mentre l’Atalanta sembra (eufemismo) già spacciata in Champions.

La Fiorentina di Cremona, indipendentemente dall’aver avuto davanti la Cremonese, ce la può fare. Per davvero. E noi ci crediamo!!

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