Tutto è iniziato ieri in sala stampa, quando il giornalista Ubaldo Scanagatta ha fatto una domanda a mister Vanoli che ha scatenato le “ire” di quest’ultimo. In pratica ha chiesto al tecnico viola se conosca qualcuno in cardiologia a Careggi, per i “colpi al cuore” che fa venire ai tifosi ogni volta che effettua i cambi a fine partita.
La domanda non è stata in pratica nemmeno completata, perché solo a sentire la parola “cambi” Vanoli è diventato una iena, accusando il giornalista di preoccuparsi dei cambi invece di fare i complimenti alla squadra per la prestazione.
In effetti, quella sui cambi di Vanoli, è una diatriba che si porta avanti da tempo e che divide gli stessi tifosi, tra quelli che accettano di buon cuore, per restare in tema, le scelte del tecnico gigliato e quelli che, proprio come Scanagatta, puntano il dito.
Ieri, in particolare, nei minuti finali del match contro l’Inter, Vanoli ha tolto un ottimo Fagioli, portatore di palla, per un effimero Fabbian e soprattutto ha tolto Gudmundsson per Comuzzo, quando la Fiorentina sembrava perfino poterla vincere. In effetti, invece, la Fiorentina ha rischiato e non poco di perderla, se non fosse stato per due gran parate di De Gea nelle azioni finali.
Da qui l’accusa di mandare segnali di “resa” alla squadra, invece di mantenere il possesso palla e magari, perché no, cercare pure il gol vittoria.
Vanoli, dal canto suo, ha cercato in conferenza stampa di fornire anche una minima spiegazione tecnica, forse nemmeno troppo lucida, perché ha tirato in ballo un giocatore (Oarisi) che di fatto era uscito molto prima, rispetto alle sostituzioni contestate.
Dalla parte del tecnico ex Torino, invece, si schiera un altro giornalista, Stefano Cecchi, secondo cui le scelte di Vanoli sono state corrette, sia nel caso dell’inserimento di Harrison che ha ridato vitalità alla fascia destra dopo che Parisi era calato nella ripresa, sia per aver dato “centimetri” alla difesa viola nei minuti finali, con l’inserimento, soprattutto, di Comuzzo.
Lo stesso Scanagatta, intervenuto oggi a Radio Bruno, ha aggiunto dettagli alla sua presa di posizione: “Tutti i giornalisti che erano con me in sala stampa, dopo i cambi di Vanoli, hanno espresso il loro dissenso. Poi in sala stampa nessuno ha aperto bocca. Io stesso ho esordito facendo i complimenti per il risultato per poi esporre il mio quesito.”
Poi punta il dito soprattutto sulla scelta di Fabbian: “Non è nè carne nè pesce, lo ha messo in campo contro uno squadrone, cosa pensava potesse fare? Oltretutto è un nano, non serve sugli angoli. L’Inter ha avuto due grandissime occasioni proprio quando ha arretrato la squadra. E’ stato l’unico momento del secondo tempo in cui sono stati pericolosi. Scendeva perfino Kean, così salivano anche i difensori nerazzurri“


Fabbian non è un nano, ci ha fatto un gol di testa quando giocava con il Bologna, comunque è vero che l’arte di sfruttare i 5 cambi non appartiene a Vanoli. Se usciamo illesi dal campionato serve un’altra guida.