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Tutta l’Italia ha scoperto Ndour. Dopo la doppietta contro la Polonia con la fascia di Capitano dell’Under 21, col secondo gol realizzato dalla distanza siderale di 75 metri, ora tutti i tifosi d’Italia hanno scoperto le potenzialità di questo ragazzo che a Firenze, manco a dirlo, divide la piazza, tra quelli che lo acclamano e quelli che se ne vorrebbero liberare da ormai diverso tempo, ritenendolo perfino inadatto alla Fiorentina.

Cher nasce a Brescia il 27 luglio 2004, dopo i primi calci nell’ASD San Giacomo, cesce calcisticamente nel Brescia e poi nell’Atalanta, per poi trasferirsi a Benfica all’età di 16 anni. Con la seconda squadra del club portoghese mette a segno 5 gol in 57 presenze, l’anno successivo approda in prima squadra ma viene destinato a girare mezza Europa per fare esperienza.

Paris Saint Germain, Braga e Besiktas, quando Pradè lo scova e lo porta a Firenze nel 2025, nel suo ultimo mercato prima delle dimissioni, per 5 milioni. A 21 anni Cher si è fatto esperienza in mezza Europa oltre a far parte, in maniera stabile, delle giovanili azzurre.

Con la maglia viola mette a segno 3 reti in campionato dal suo arrivo a Firenze e 4 in Conference League.

Dal disastro della scorsa stagione è l’unico, insieme a De Gea e Ranieri, ad uscirne con dignità, tanto che Paratici lo nota subito e su di lui mette un veto alla cessione. Gli allenatori lo adorano, gioca con tutti, lo stesso Vanoli non ne fa mai a meno pur avendo a disposizione un centrocampo con Atta, Oulai e Fagioli. Per non parlare dell’Under 21 dove Baldini lo rende giocatore imprescindibile, affidandogli la fascia da capitano contro la Polonia, che lui onora con una fantastica doppietta con la maglia numero 10.

La stessa maglia che, nella Nazionale maggiore, Fagioli ha onorato contro Turchia e Francia. Quella maglia che fu, tanto per dire, di Antognoni Campione del Mondo 1982.

Eppure, come detto, a Firenze la tifoseria è divisa, tra chi vede in lui il futuro della Fiorentina e chi lo vorrebbe lontano. La Juventus (e non solo) ha già messo gli occhi su di lui, se continua su questa strada è sicuro che la prossima estate faranno a gara per portarcelo via.

E poi, gli stessi che oggi lo criticano, magari saranno a puntare il dito contro la società per averlo venduto. Proprio come successo per Kayode.

Personalmente ho sempre ritenuto questo ragazzo un fenomeno, tanto da averlo paragonato perfino a Rui Costa. Mi sono preso gli insulti, tanto per cambiare. Non importa.

La doppietta con la Polonia e quel gol stratosferico da 75 metri, mi ripagano ampiamente. Forse non sono proprio io, quello che capisce poco di calcio.

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