Nel suo libro “Oltre“, dove Francesco Totti affronta tante tappe della sua vita soprattutto dal suo ritiro dal calcio avvenuto nel 2017, ci sono riferimenti anche a quando l’ex numero 10 della Roma racconta di aver pensato seriamente di morire per il Covid, dopo che la stessa malattia gli ha portato via il padre Enzo a cui era legatissimo.
Ecco, in particolare, il racconto di quei tremendi giorni per il “Pupome” giallorosso:
“Stavo male davvero, all’inizio ho affrontato la situazione con lucidità, poi però ho iniziato a farmela addosso. Avevo una paura maledetta di morire come papà.“
Poi il calo mentale, fino alle reale paura di non farcela, comunicata alla famiglia: “Credevano fosse una battuta, una delle mie barzellette, e invece no, ero serissimo: ‘Credetemi, non so quanto resisterò ancora’. Stavo mollando mentalmente“. I referti parlavano chiaro, polmonite bilaterale con ossigenazione scesa all’88%, ma Totti ha sempre rifiutato di essere ricoverato, firmando per tornare a casa:
“Non voglio fare la fine di mio padre. Se devo morì, voglio morì a casa mia, non rinchiuso qui dentro senza rivedere i miei figli“.
A causa le terribili notti e la paura di non farcela:
“Mi uscivano dei versi da animale. E mi sentivo senza fiato, senza benzina. Frà, è arrivata la tua ora“.

