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La Fiorentina non funziona.

Al netto degli evidenti errori arbitrali che hanno pesato, certamente, sulla sconfitta contro il Como, restano tanti interrogativi su questa squadra e sulle scelte di Paolo Vanoli.

Che dal suo arrivo a Firenze sta cercando di trovare una identità ad una squadra che, per il secondo anno consecutivo, sembra proprio non averne.

Sembrava aver trovato una quadra, ma dopo le due pesanti sconfitte tutto sembra rimesso in discussione. Anche perché, partita col Napoli e in Coppa Italia col Pisa a parte, c’è una costante che sembra non voler cedere il passo, quella dei 2 o più gol subìti a partita.

E in Serie A è molto difficile vincere o anche solo pareggiare una partita partendo costantemente da un risultato doppiamente negativo (2 gol presi con la Roma, 3 col Frosinone, 2 col Torino, 2 col Verona, 2 col Genoa, 3 col Como). Un totale di 17 gol subìti che fa paura, continuasse così la Fiorentina chiuderebbe il campionato con quasi 100 gol al passivo (92 per la precisione), impensabile!!!

A far discutere, però, ci sono anche alcune scelte tecniche. Dal suo arrivo a Firenze, nel tentativo di trovare una soluzione ai due reparti più sotto pressione, ovvero centrocampo e difesa, Paolo Vanoli ha deciso di sacrificare ad esempio Viery a giocare sulla sinistra, un ruolo che non pare essere proprio nelle corde del brasiliano, viste le enormi difficoltà incontrate contro il Napoli (tolto nel primo tempo) e contro il Como (suo l’errore su Liberali che gli ha permesso di farlo tirare di sinistro all’angolo di De Gea).

Viery è arrivato a Firenze come giovane promessa sudamericana nel ruolo di centrale, in questo modo si rischia moltissimo di esporlo a continue figuracce, minando la sua fiducia e di conseguenza la sua crescita.

Un altro giocatore che sta faticando molto, che del resto faticava anche con Grosso, è lo spagnolo Valdepenas. Un altro giovane ragazzo che avrebbe bisogno di tanta fiducia, ma le sua indubbie qualità in fase offensiva che si contrappongono però ad una scarsa copertura difensiva, fanno spesso decidere al mister di tenerlo fuori, senza la possibilità di crescere con questa maglia.

Infine, il caso forse più spinoso, quello relativo ad Oulai. Arrivato a Firenze con grandi aspettative, lui che è stato uno dei migliori nello scorso Mondiale con la maglia della Costa d’Avorio, pagato una cifra molto importante e finito, quasi costantemente, in panchina. Nè Grosso, nè adesso Vanoli, sono riusciti a tirare fuori il 100% da questo ragazzo, soprattutto a farlo coesistere con Fagioli.

Ma se nelle scelte dell’ex Campione del Mondo, finiva quasi sempre per giocare, con Vanoli è praticamente sparito. E’ stato schierato insieme all’ex Juve solo nella partita contro il Genoa, mostrando oggettivamente notevoli difficoltà (lui come del resto tutta la squadra).

Dimenticavo, ci sarebbe anche Joao Mario, un giocatore che sembra aver lasciato la squadra viola insieme a Grosso, visto che non è mai stato utilizzato dal nuovo tecnico. Ci si chiede, che fine ha fatto?

Vanoli prima del suo ritorno in maglia viola e spesso durante le interviste, ha fato presente come per lui sia un onore guidare questa rosa, in cui vede tanta qualità e possibilità di lottare per traguardi importanti.

Tutte cose che finora non abbiamo visto, mentre vediamo tanti nuovi giocatori essere finiti in netta difficoltà, visto che ora si parla addirittura di rimettere in corsa… Dodò!!

Le cose sono due, o Vanoli trova velocemente il bandolo della matassa, o che faccia presente di aver preso un enorme abbaglio, anche lui, sulla qualità di questa rosa.

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