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La Fiorentina si è presentata a San Siro con tanta voglia di fare bene ma con poche idee in fase offensiva.

Nel primo tempo aveva cercato soprattutto di contenere l’Inter, cercando di annullare le invenzioni offensive, anche grazie ad un eccezionale De Gea.

Anche nella ripresa il copione sembrava lo stesso, fino all’eurogol favoloso di lui, Alex Jimenez, che non solo ha portato in vantaggio la Fiorentina, ma ha instaurato un vero e proprio duello personale con tutta San Siro forte del suo passato milanista.

In campo sembrava un indiavolato (appunto), tanto da arrivare addirittura ad una sfida diretta alla Curva Nord con quel gesto nel “non vi si sente“, pronto a raccoglierne senza problemi i successivi cori intimidatori.

Insomma, in una squadra che si dice essere senza carattere, ieri Jimenez sembrava davvero un leader. Un leader capace non solo di aver portato avanti la squadra con un gol strepitoso, ma soprattutto di reggere la pressione, anche psicologica di uno stadio che, proprio nel suo gol, aveva vissuto il massimo della provocazione.

Tutto bene, fino al momento della sostituzione, al 75′. Da quel momento in poi, il buio. La Fiorentina, tutta, si è sciolta come neve al sole, chi è entrato al suo posto ha fatto malissimo.

La domanda, tra i tifosi, è scorsa inesorabile: caro Vanoli, perché togliere il migliore in campo? Quello che aveva forza e carattere per reggere alla fine l’impatto dell’Inter e di San Siro?

La giustificazione del tecnico, a fine gara, non ha convinto nessuno: “Ho messo qualcuno che potesse sfondare da quella parte“.

Errore madornale, nessuno meglio di lui poteva concludere meglio la partita.

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