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Il calcio italiano è di fronte ad un nuovo, temibile, terremoto. Non è bastato Calciopoli nel 2006 a fare “pulito” per ripartire in maniera chiara e trasparente. Evidentemente i “semi” della frode sportiva sono sempre rimasti nel grande “vaso” del nostro sistema, trasformandosi in alberi che, ancora una volta, andranno potati. Se non, addirittura, sradicati definitivamente.

Il “terremoto AIA“, con l’autosospensione del designatore Rocchi, sta mettendo in crisi tutto il sistema, col diretto coinvolgimento anche della FIGC. Se tutte le accuse al sistema arbitrale saranno conferamte, ci sarà infatti da domandarsi i motivi che, solo un anno fa, hanno spinto la Federazione ad archiviare ogni indagine dopo le richieste pervenute dall’AIA di controllo su “certi fatti arbitrali” contestati da ex arbitri.

Questo è il motivo per cui, oggi, è chiesto con forza il commissariamento della FIGC. Lo ha richiesto Lotito in Senato in Commissione Cultura, lo ha fatto lo stessso ministro dello Sport, Abodi, durante una recente intervista.

Certo le norme oggi prevedono il commissariamento solo di fronte ad eventi specifici, come “gravi irregolarità gestionali“, “gravi violazioni dell’ordinamento sportivo” o per la “impossibilità di funzionamento degli organi direttivi“. Come nel caso di “mancato avvio delle competizioni sportive” o ancora per “comprovato malfunzionamento della giustizia sportiva“.

In ogni altro caso dovrebbe essere il CONI a prendere in mano la situazione, senza alcuna ingerenza politica.

Ma ad essere centrale adesso è proprio il tema della “giustizia sportiva“, perchè se le accuse a carico di Gianluca Rocchi fossero confermate in sede ordinaria, potrebbero rappresentare valido motivo di commissariamento.

Non è dello stesso parere l’avvocato Grassani, secondo cui tale ipotesi sarebbe solo una “reazione emozionale e di pancia“. Secondo Grassani, infatti, “non sussistono i presupposti per richiedere ed ottenere il commissariamento, Meno che mai dalla politica, che deve rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo“.

Una ipotesi che spaventa anche l’Uefa, intervenuta per bocca del suo presidente. Aleksander Ceferin, il quale ha prontamente “minacciato” l’Italia di non poter ospitare Euro 32 qualora questa condizione si verificasse e le squadre italiane sarebbero estromesse dalle competizioni europee.

Un intervento, quello di Ceferin, che molti hanno definito “curioso”. Cosa (o chi) starebbe cercando di proteggere il numero uno dell’Uefa da temere così tanto un commissariamento della FIGC? Chissà a chi è venuto in mente un certo Giovanni Gravina, membro del Comitato Esecutivo Uefa dal 2021e vicepresidente Uefa dall’aprile 2025…

Ecco l’ennesimo “vaso di Pandora” da scoprchiare nel calcio europeo.

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