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Tutto il mondo del calcio e dello sport in generale è rimasto sotto choc dopo quanto successo nella partita tra Tenerife e Andorra in Segunda Division spagnola.

Il portiere dell’Andorra, Owono, ha fatto una vera e propria uscita killer su un giocatore del Tenerife, Jesus De Miguel, 30 anni, colpendolo con estrema violenza al petto e alla testa.

Il giocatore spagnolo, originario di Madrid, è crollato a terra privo di senso e subito è andato in arresto cardiocircolatorio.

Il portiere è stato subito espulso, inizialmente ha preso la strada degli spogliatoi, ma subito è tornato in campo quando i compagni e gli avversari si sono accorti della gravità della situazione.

Il giocatore è stato trasferito d’urgenza in ospedale, dove però è avvenuto il decesso. La partita è stata sospesa, come tutte quelle previste nella giornata di campionato.

Owono è stato subito aggredito verbalmente all’uscita dal campo, contro di lui cori di “assassino“. Ha dovuto anche chiudere tutti i suoi profili social per le offese e le minacce di morte ricevute.

Adesso dovrà indagare la polizia che ha aperto una indagine per stabilire se si sia trattato di un “normale” scontro di gioco, per quanto violento, oppure se si possano ipotizzare gli estremi dell’imprudenza grave, che potrebbe comportare anche una condanna per omicidio colposo con una reclusione fino a 4 anni.

Il portiere è ovviamente sotto choc, vuole chiedere scusa privatamente prima di farlo pubblicamente, quello che rischia è davvero pesante. Si dovrà, in pratica, accertare se ci sia stata una estrema violenza nell’uscita.

Esiste un precedente di reclusione nel mondo del calcio, risalente all’aprile del 2025, con un giocatore condannato a 6 anni di reclusione, ma in quel caso si era trattato di un calcio violento alla schiena che aveva costretto all’avversario a danni permanenti e alla sedia a rotelle. Era accertata, insomma, la condotta violenta e la volontà di far male.

Questo caso è completamente diverso, nonostante l’azione del portiere sia stata decisamente troppo irruenta, non si può palesare la volontà di far male all’avversario, men che meno di ucciderlo.

Saranno comunque le indagini a chiarirlo, nel frattempo resta il dolore per l’ennesima morte in campo di un giovane uomo.

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