Robin Gosens è stato uno dei primi giocatori a lasciare la Fiorentina nel mercato estivo, complice uno stipendio non proprio “agevole” e una condizione fisica, come visto nella passata stagione, ormai al passo con gli anni. Da parte della tifoseria sono stati tanti gli interrogativi sulla necessità di vendere proprio lui, a cui di certo non si potevano imputare le colpe dei disastri della passata stagione.
I tifosi viola si sono impuntati, soprattutto, sull’esperienza del tedesco, che avrebbe potuto fare comodo in una squadra tanto giocane come questa Fiorentina, ma evidentemente il prezzo da pagare per questo (lo stipendio, appunto) è stato giudicato da Paratici troppo alto.
Così Robin è tornato a casa, allo Schalke 04, dove ha già giocato 3 partite metendo a segno una rete. Al suo addio aveva avuto parole al “vetriolo” nei confronti della società, non certo dei tifosi che ovviamente non ha mai attaccato e a cui è legato da un profondo legame.
E proprio nelle ultime ore, dopo l’addio di Grosso, è tornato a gettare benzina sul fuoco, forse proprio puntando il dito su colui che lo aveva messo da parte troppo presto:
“Il calcio è folle. Circa 8 settimane fa sono arrivato al centro sportivo di Firenze e, dal nulla, mi hanno messo da parte. Non facevo più parte della squadra, dovevo allenarmi da solo e non potevo avere alcun contatto con i miei compagni. Nuovo allenatore, nuovo direttore sportivo: la solita cosa. Otto settimane dopo, il nuovo allenatore della Fiorentina è già stato esonerato e tutto viene rimesso in discussione. E io? Sono approdato alla squadra del mio cuore. La squadra che mi ha avvicinato al calcio, quella che in qualche modo mi ha fatto iniziare a sognare: il sogno di calcare un giorno io stesso quel prato verde. Ci è voluto molto tempo, ho potuto fare tante esperienze fantastiche, ma alla fine è stato semplicemente il destino a far sì che lo Schalke si facesse vivo proprio quando a Firenze mi trovavo di fronte al nulla dal punto di vista sportivo“
Insomma, la polemica in lui non si placa, mentre il nostro interrogativo resta: sarebbe servito ancora a questa Fiorentina? La mia risposta, senza dubbio, è sì considerando, oltretutto, che proprio in quella fascia sinistra la rosa è attualmente più vulnerabile, con il solo giovanissimo Valdepenas, in attesa del rientro (a novembre?) di Fabiano Parisi.
