Nel posticipo del lunedì sera, è arrivata l’ennesima sconfitta della Fiorentina a Roma, contro i giallorossi di Gasperini che si sono imposti con un netto e perentorio 4-0, che non dà adito a giustificazioni per la squadra di Grosso.
E proprio dal nuovo tecnico viola ci pare doveroso ripartire. Questa doveva essere, anzi lo era, il battesimo “di fuoco” per l’allenatore scelto da Paratici per l’importantissima stagione del Centenario. Non è andata proprio benissimo. Anzi, direi che è iniziata malissimo.
Pur concedendo tutte le attenuanti del caso, Grosso ha sbagliato tutto fin dall’inizio, dalla formazione titolare mandata in campo.
Passi per la panchina di Kean, in procinto di passare al Como, ma perché ripartite da 6/11 di quella squadra che l’anno scorso ci ha fatto penare fino all’ultima giornata di campionato, lottando per quasi tutta la stagione per non retrocedere? De Gea, Ranieri, Dodò, Brescianini, Ndour, Fagioli, almeno tre di questi hanno fatto imbestialire i tifosi viola.
Parliamo di Dodò, Brescianini e Fagioli, tra l’altro tre giocatori che potrebbero a breve lasciare la maglia viola. Dodò è apparso, come spesso nella passata stagione, svogliato, impalpabile, lui che del resto in Fiorentina non ha più nulla da dire. A differenza di Fagioli che invece di cose da dire potrebbe averne parecchie ma, come spesso accade, le tiene solo per sè. E’ tornato con la faccia triste, l’ex Juventus, triste come la sua prestazione. Lui sì, che, davanti ad una cifra di 30 milioni, andrebbe venduto subito. Di Brescianini che dire, non ha inciso nei sei mei dal suo arrivo, di lui si è parlato di pedina di scambio per Thirstvedt, davvero nessuno ha capito cosa ci facesse in campo, visto che nel precampionato è stato schierato spesso e volentieri addirittura come terzino.
Paratici ha portato a Firenze tanti giovani interessanti, alcuni pagati un sacco di soldi come Oulai. Ma come si fa a tenere in panchina uno appena costato 30 milioni? Oppure il giovane spagnolo, Valdepenas, che tanto bene ha fatto fino ad oggi, per tenere Dodò a non fare nulla sulla destra per spostare a sinistra Joao Mario? L’unico giocatore che Grosso ha avuto il coraggio di schierare dal primo è stato Mastantuono, che a sprazzi ha fatto vedere, lui sì, grande qualità. Come dire, almeno lui ci ha provato.
Capitolo Kean. Grosso lo ha tenuto in panchina, mettendo in campo come titolare Pellegrino. A parte il fatto che per tutto il primo tempo, anzi fino all’ingresso in campo di Kean, non è mai stato servito, mai, per le sue qualità. Ma, dicevamo, perché allora non aver provato Kean dal 1′ se poi è stato fatto entrare al 60′? Se lo vuoi preservare per la cessione, non lo metti mai in campo.
Parentesi, Kean è stato l’unicio giocatore a provare almeno a tirare in porta. Due le considerazioni, partendo dal presupposto che pare ormai certo della sua partenza. Se Pellegrino deve giocare titolare, alla squadra deve essere insegnato a servirlo in maniera completamente diversa. La seconda, serve un altro attaccante che possa garantire tanti gol. E di questo ci fidiamo di Paratici.
Perché questa squadra è certamente da completare, Grosso ha bisogno di quelli esterni necessari per il suo 4-3-3. A patto che, poi, l’ex tecnico del Sassuolo non si scordi di mandarli in campo,.

Partita che la Roma avrebbe vinto anche senza l’arbitraggio casalingo che l’olimpico suscita quasi sempre. La squadra viola a questi livelli ancora non c’è arrivata. Bene il ragazzo africano entrato da ultimo. Masta più fumo che arrosto.