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Pradè: “Fascia a Chiesa un errore. Per loro Firenze è sempre stata solo una tappa. La squadra è forte così. Crediamo nei nostri attaccanti.”

Vi proponiamo la lunga conferenza stampa del DS viola Daniele Pradè dopo la chiusura del mercato.
Tanti i punti affrontati, da Federico Chiesa ai rinnovi di Milenkovic e Pezzella, al mercato appena concluso.

Inizia Pradè a ruota libera:
Secondo me abbiamo una ottima squadra, forte e completa anche se in un percorso di crescita. Abbiamo cambiato 19 elementi dallo scorso anno della rosa. 19 elementi che sono importanti negli 11, non delle riserve. Siamo passati da un monte ingaggi di 49 milioni a 70 milioni, cioè l’81% dei nostri ricavi, in un periodo economicamente difficilissimo.
In questo mercato abbiamo fatto più di 40 uscite, da 75 calciatori che avevamo stiamo piano piano ripulendo ciò che non ritenevamo valido.
Saponara è un ottimo calciatore e un ragazzo bravissimo, non da fastidio a nessuno se è rimasto alla Fiorentina ma per lui sarà difficilissimo giocare.
Abbiamo fatto un’ottima partita col Torino e una grande prestazione con l’Inter, quello che non ci aspettavamo è stata la prestazione con la Samp. Ma io sono molto tranquillo, il campo dirà cosa abbiamo fatto. Abbiamo la coscienza a posto.”

Iniziano le domande al Direttore Sportivo.

L’allenatore ad inizio mercato aveva chiesto un regista e un attaccante?
Questa richiesta l’ha fatta pubblicamente? Perchè io parlo tutti i giorni con Iachini. Noi abbiamo un centrocampo molto forte, abbiamo Pulgar, Amrabat e Duncan che possono fare il regista. Di centravanti ne abbiamo 3 e tutti hanno avuto tante richieste. Vlahovic ce lo hanno chiesto tutti, Kouame poteva andare in Inghilterra, Cutrone ha avuto offerte. Sono 3 giovani che possono diventare top player. In Europa non ci sono stati spostamenti di attaccanti importanti. Certo siamo stati vigili, se potevo prendere Dzeko lo prendevo. Milik voleva stare lì, per tante situazioni contingenti, ha detto no al mercato non alla Fiorentina.”

Non avevate un “colpo in canna” preventivando la cessione di Chiesa? Tipo De Paul?
Noi abbiamo un centrocampo molto forte, abbiamo Pulgar, Amrabat e Duncan che possono fare il regista. Di centravanti ne abbiamo 3 e tutti hanno avuto tante richieste. Vlahovic ce lo hanno chiesto tutti, Kouame poteva andare in Inghilterra, Cutrone ha avuto offerte. Sono 3 giovani che possono diventare top player. In Europa non ci sono stati spostamenti di attaccanti importanti. Certo siamo stati vigili, se potevo prendere Dzeko lo prendevo. Milik voleva stare lì, per tante situazioni contingenti, ha detto no al mercato non alla Fiorentina.”

Visti gli acquisti di giocatori di età più avanzata reputa questa squadra più esperta rispetto al passato?

Volevamo una squadra matura che nella difficoltà si facesse trovare pronta. L’anno scorso ci è mancato questo. Dopo sconfitte come quelle con la Sampdoria ci vogliono giocatori esperti che sappiano reagire subito, perchè in u ncampionato ci sono vittorie e sconfitte.”

Reputa questa squadra competitiva? Se non dovesse raggiungere l’Europa si può parlare di fallimento?
“La squadra si è assolutamente migliorata e la reputo fortemente competitiva. Non dico per l’Europa ma per fare meglio possibile e per provare a vincere ogni partita.”

C’è ancora posto per fare qualcosa nel mercato con gli svincolati?
“Assolutamente no, siamo contenti così. La nostra è una squadra forte e deve essere consapevole.”

Considera che l’operazione Chiesa sia stata vantaggiosa per la Fiorentina? E quella fascia a Chiesa nell’ultima partita?
“Voglio dire subito una cosa, la fascia a Chiesa è stato un errore che abbiamo commesso. Stop. Non credo che se da una parte c’è un grande amore e dall’altra no il rapporto possa andare avanti. Per cui ritengo sia stata per noi un’operazione ottima.”

Riguardo l’operazione Quarta come la giudica?
“Fare operazioni con squadre argentine non è mai cosa semplice, come trattare con una squadra come il River Plate.Lo volevamo prendere già l’anno scorso ma i prezzi erano troppo alti. In questo periodo di Coronavirus i prezzi sono diminuiti e ci siamo buttati subito sul giocatore. Crediamo tantissimo in questo calciatore. Ci è stato consigliato anche da Passarella, Samuel e Burdisso.
Su Chiesa aggiungo che siamo arrivati all’ultimo tuffo perché dovevamo allungare il contratto alle nostre condizioni e per trovare le modalità di pagamento. Siamo contenti di esserci tolti un peso. Soprattutto per il babbo di Chiesa non siamo mai stati una situazione del futuro per Chiesa, ma solo un passaggio per arrivare altrove. Per questo dico che ci siamo tolti un peso, non ne potevamo più di questa telenovela.”

La situazione di Milenkovic e Pezzella?
“Se ci fosse stato il prezzo congruo sarebbero partiti anche Pezzella e Milenkovic. Per questo sono rimasti, proveremo a rinnovarli altrimenti se ne andranno l’anno prossimo. Quello di Chiesa invece è un problema ereditato. Noi abbiamo trovato già questa situazione in essere. Il pugno di ferro dell’anno scorso non è stato per un aspetto economico. E vi dico che anche se Chiesa restava noi prendevamo lo stesso Callejon Per me sono giocatori diversi.”

La piazza non è soddisfatta? Un dolore a livello affettivo la partenza di Chiesa?
Per Chiesa era una scelta obbligata, anche per quello che il giocatore mi dava nel gruppo. Certo la famiglia Commisso si aspettava di più da Federico e dalla famiglia Chiesa. L’esperienza lo porterà a capire quale sia il giusto rapporto con un giocatore. Lui e la sua famiglia si erano molto legati al giocatore. Sui tifosi me lo aspetto, son tanti anni che faccio questo lavoro. Ho fatto campagne acquisti dove mi hanno dato 8 e la stagione è andata male. Abbiamo fatto il nostro lavoro con tutti noi stessi. Ora sarà il campo a dire se abbiamo lavorato bene o male. Poi la responsabilità sarà mia e dell’allenatore.”

Il caso Rebic?
Sono cose che non tratto, dovete parlare con la società. GIà ho tanto lavoro per me, non datemene altro altrmenti muoio.”

Credete in Iachini anche come allenatore del futuro?
“Devo darti una risposta scontata. Ovvio che sì. Come potrei pensare minimamente il contrario. Poi è ovvio che la permanenza di un allenatore è legata ai risultati sportivi. Ma oggi ti dico che Iachini è il nostro allenatore del presente e del futuro e che crediamo in lui.”

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