La Fiorentina esce malconcia da Genova, portandosi a casa zero punti, tanti dubbi e poche certezze.
Dopo il buon impatto di Paolo Vanoli alla guida della Fiorentina, ieri la Serie A ha presentato il conto ai colori viola, con una partita che ha messo a nudo (di nuovo) tutti i limiti di questa squadra che ancora fatica a diventare tale.
Sembrava che il ritorno del mister avesse rimesso in piedi un po’ le cose, ma le scelte di formazione di ieri hanno rimesso tutto in discussione. Non a caso le maggiori accuse, da parte di giornali fiorentini e non, sono tutte per il condottiero gigliato.
Perché ha giocato dal 1′ Mastantuono che è apparso palesemente non in condizione mentale? Perché è stato tenuto fuori Njie dopo gli elogi ricevuti nelle ultime partite? Perché ancora in campo da titolare Valdepenas dopo le fatiche nelle ultime partite? E, soprattutto, perché Oulai e Fagioli insieme a centrocampo, dal momento che lo stesso Vanoli aveva parlato di inserimento progressivo dell’ivoriano nel modulo viola? Infine, perché Beto quando Pellegrino si era dimostrato all’altezza di poter reggere l’attacco viola nelle ultime partite?
L’impressione è che ieri, l’ex tecnico granata, abbia voluto mescolare le carte, non si sa bene per quale motivo e che questo abbia fatto ricadere la squadra nella grande confuzione del periodo Grosso.
Tutti ci aspettavamo un Genoa che avrebbe iniziato la partita col coltello tra i denti, aggrendendo subito la Fiorentina, come di fatto è stato. Tutti, a parte Vanoli. Che, a fine gara, ha difeso le proprie scelte di formazione, dando la colpa alla mentalità troppo “leggera” con la quale è scesa in campo la squadra.
Una squadra che in questo momento avrebbe bisogno solo di certezze, poche, ma certezze. Che non significa rivoluzionare la squadra partita dopo partita.
Sia chiaro, col senno del poi siamo tutti bravi e tutti allenatori. Infatti si fa per giocare, ma forse sarebbe bastato lasciare a riposo, almeno nel primo tempo, Mastantuono, magari sostituirlo con Gnonto che è apparso uno dei pochi davvero ispirati, insieme a Goncalves, visto che ha avuto tre settimane per allenarsi e se non è pronto adesso quando dovrebbe esserlo? Inoltre questa squadra non può prescindere in questo momento da Njie, anche lui giocatore che ha bisogno di sentire la fiducia costante.
Nessuna condanna definitiva, per carità, ora c’è da stare solo accanto al mister e alla squadra. Una squadra che è chiamata a dare risposte nelle prossime, difficilissime, partite e un tecnico che, per davvero, non può più fare esperimenti.

