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Iachini si gioca il futuro: contro la Lazio serve un’altra Fiorentina

Da quando è arrivato a Firenze, in sostituzione di Vincenzo Montella, Beppe Iachini è riuscito con la sua grinta a tirare fuori la Fiorentina dalle bruttissime acque dove si era cacciata.

Dobbiamo dar merito al mister di aver fatto un vero e proprio miracolo, soprattutto sotto l’aspetto caratteriale della squadra, riuscendo a trasferire gran parte di quella grinta che lo contraddistingueva anche da calciatore.

I limiti tecnici di questa squadra sono sotto gli occhi di tutti e certo questa non è una squadra costruita secondo i canoni del suo attuale mister.

Insomma, le scusanti per Beppe ci sono tutte.

I problemi, soprattutto in fase realizzativa (ma spesso e volentieri anche in quella difensiva) sono evidenti. Manca il classico “bomber”, quello capace di andare agevolmente in doppia cifra ogni stagione, quello che da solo, a volte, ti risolve una partita complicata. E un giocatore del genere, alla Fiorentina, manca ormai da diversi anni.

Su Vlahovic sono pronti a scommetterci tutti, il ragazzo ha tutte le qualità per diventare un goleador di prestigio, ma è giovane e non si può pretendere che sia già pronto in tal senso.

A gennaio è arrivato Cutrone, un altro giovane che ha bisogno di tempo per crescere. Forse (e non è l’unico caso), la scelta di Pradè è stata sbagliata. Serviva un bomber già pronto, per colmare quelle lacune venute fuori anche contro il Brescia.

Quella contro i lombardi doveva essere partita da vincere a tutti i costi, invece non si è andati oltre ad un misero pareggio casalingo. Oltrettutto in rimonta.

Nel match contro il Brescia si sono visti anche alcuni limiti del tecnico, soprattutto nella gestione dei cambi. Dopo tre mesi di stop per l’Emergenza Coronavirus e con cinque cambi a diposizione è apparso assurdo effettuarli soltanto a pochi minuti dalla conclusione del match.

Oggi c’è una partita sulla carta proibitiva per la Fiorentina, contro quella Lazio dei miracoli che con un monte ingaggi di un quinto rispetto alla Juventus si sta giocando lo scudetto proprio con i bianconeri.

E per la Lazio sarà partita da dentro o fuori. Deve vincere a tutti i costi per non dover dire addio al tricolore. Insomma, avversario tutt’altro che semplice da affrontare in questo momento, soprattutto dopo la batosta rimediata dai biancocelesti nell’ultima partita contro l’Atalanta, persa per 3-2 dopo essere andata in doppio vantaggio.

Di positivo c’è il fatto che la Fiorentina si esprime al meglio quando sono le altre squadre a dover fare il gioco. A differenza di quando, come appunto contro il Brescia, la manovra dovrebbe essere nelle sue mani. Altro limite tecnico e caratteriale, purtroppo, di questa squadra.

Stasera sarà un banco di prova per Beppe Iachini, che si giocherà gran parte della sua permanenza futura a Firenze. Commisso, Barone e Pradè vogliono vedere un cambio di rotta, ora che anche Ribery è tornato in campo completamente recuperato (il migliore in campo in assoluto contro il Brescia).

Le trasferte a Roma ci ricordano brutti momenti. Uno su tutti quell’8-2 rimediato nel campionato 94/95, quando addirittura in maglia viola c’era un certo Batistuta. Che oggi farebbe tanto comodo.

Stasera (all’orario assurdo delle 21:45) vedremo di che pasta è fatta la Fiorentina. E soprattutto il suo tecnico. Perchè il biglietto per la panchina della prossima stagione è ancora invenduto e con una grande prestazione (e soprattutto in caso di vittoria) mister Iachini potrebbe versare una discreta caparra per prenotarlo.

Anche se, a mio personale avviso, per la prossima stagione sarebbe più opportuno ripartire da un punto completamente nuovo.

Alessandro Mazzoni – QFR

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