Non è bastato un giorno così importante come quello del Centenario. Non è bastato un pubblico fantastico come quello di oggi al Franchi, con una coreografia da brividi. Non è bastato nemmeno un avversario, sulla carta, abbordabile.
La nuova Fiorentina targata Paratici-Grosso esce sconfitta e umiliata anche dal Frosinone, che passeggia al Franchi per 3-0, tre gol pesantissimi che si aggiungono ai quattro presi a Roma all’esordio. Per un totale di zero gol fatti e sette subiti.
Una sconfitta senza attenuanti, con una squadra fragile sotto ogni punto di vista, mentale, fisico, di gioco. In campo non si è visto praticamente nulla e proprio su quel nulla i laziali hanno passeggiato.
Il Frosinone si è dimostrato squadra solida, brillante, soprattutto motivata. Al contrario della Fiorentina che ha mostrato, come ha detto lo stesso Grosso a fine gara, tutte le sue fragilità.
Quella viola è senz’altro una squadra giovane, che ha bisogno di tempo per diventare, appunto, squadra. Ma quello che appare già grave è il fatto che dopo due mesi di lavoro col nuovo tecnico, tanto voluto dal direttore viola, non si vede un’idea di gioco, non si vede la fame che sarebbe stata ovvia in una giornata come quella del Centenario.
Nulla di tutto questo si è visto oggi al Franchi, tornano invece gli spettri del passato, di una stagione, come quella passata, con una Fiorentina partita per la Champions che si è ritrovata a lottare per tutta la stagione per non retrocedere.
I tifosi certamente non si meritano questo. In campo si sono visti giocatori, anche di qualità, giocare a sprazzi, ma senza mai dare l’idea di essere squadra.
Grosso dovrà lavorare tanto ma anche velocemente, perché tra sette giorni a Firenze arriva un’altra squadra, il Torino, ancora a zero punti. Verranno a Firenze con la fame di vincere e i viola si dovranno far trovare pronti.
Anche dal punto di vista fisico, perché oggi i giocatori viola sono arrivati sistematicamente secondi su ogni pallone. E questo non può essere più permesso.
Perchè non c’è davvero più tempo per sbagliare. Anche Grosso è avvertito, serve un cambio di passo, dimostrare di essere un allenatore da Fiorentina, da questa Fiorentina. Paratici ci ha scommesso ad occhi chiusi, ma non si potrà arrivare a dicembre, come l’anno scorso, con una situazione disastrosa, come quella dell’anno passato.
I fischi di fine partita, tutti meritati, avvertono tutto e tutti.
